Donati gli organi di una 61enne: salveranno la vita a sei persone

31 Dicembre 2022

La donna è morta giovedì di emorragia cerebrale, il marito e i due figli hanno dato l’assenso È la settima donazione dell’anno nel territorio della Asl teramana, nel 2021 erano state nove

TERAMO. È terminato nelle prime ore del mattino di ieri il prelievo multiorgano su una paziente 61enne di Teramo che era giunta in ospedale per una emorragia cerebrale massiva il 27 dicembre. «In seguito alla comunicazione della morte», si legge in una nota della Asl, «la famiglia ha manifestato la volontà della donazione degli organi. Una volontà, appunto, “di famiglia”: sia la paziente deceduta quando era in vita che suo marito e i due figli hanno mostrato una particolare attenzione e sensibilità al tema dei trapianti».
Il periodo di osservazione è terminato alle ore 17 di giovedì e subito dopo si è attivata la rete nazionale dei trapianti, con il coordinamento locale del Mazzini – guidato dall’anestesista rianimatore Santa De Remigis – e quello regionale dell’Aquila. In breve tempo si è svolto il processo di idoneità e “allocazione” degli organi e in nottata sono arrivate al Mazzini equipe da Roma, Modena e L’Aquila. Sei sono gli organi donati dalla 61enne teramana: cuore, reni, fegato e cornee. Il primo è stato prelevato dall’equipe romana, il fegato da quella di Modena e il resto da quella dell’Aquila.
Questo è il settimo donatore multiorgano dell’anno alla Asl di Teramo: un bilancio leggermente in rosso rispetto al 2021, quando le donazioni al Mazzini furono nove. La cultura della donazione, evidentemente, fatica a farsi strada nel Teramano. «Un ringraziamento alla famiglia», commenta il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «che ha avuto un meraviglioso atto di generosità verso coloro che vivono in una speranza di vita che solo il trapianto può offrire. Ad oggi, infatti, più di ottomila persone nel nostro Paese sono in attesa di una telefonata che cambierà radicalmente le proprie prospettive di vita. Tutto il processo che dà la possibilità ai pazienti deceduti di donare e a chi è in attesa di cambiare la propria esistenza è un fiore all’occhiello della sanità italiana e rappresenta un lavoro costante e impegnativo per tutti gli operatori coinvolti nel percorso donativo. È un indicatore di buona qualità dell’organizzazione ospedaliera».(red.te)
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