Donazione di ossa Nella Rianimazione il centro regionale

Atri, la struttura raccoglie le teste del femore delle protesi Vengono utilizzate al Rizzoli per i pazienti malati di tumore
ATRI. L’ospedale di Atri è l’unico nella Asl di Teramo in cui si può donare la testa del femore. Il San Liberatore ospita, insieme ai presidi dell’Aquila, Vasto e Sulmona, un centro che fa capo alla Banca del tessuto muscolo scheletrico del Rizzoli di Bologna. La struttura è attiva nel reparto di anestesia e rianimazione, diretto da Vincenzo Fiorà, mentre Mariangela Reggi è il coordinatore locale trapianti dell’ospedale di Atri, nominata a fine novembre. Una struttura che, per i numeri relativi al primo semestre 2019, è seconda solo all’ospedale dell’Aquila.
Quest’anno sono state finora 22 le donazioni dell’epifisi femorale effettuate da pazienti che si sono sottoposti a intervento di elezione di protesi di anca. L’osso asportato, e sostituito con la protesi, viene conservato in un congelatore speciale di cui l’ospedale di Atri disponeva da tanti anni, in particolari contenitori che fornisce il Rizzoli, a - 80 gradi. Ogni mese le ossa vengono inviate all’Aquila, alla Banca degli occhi e del tessuto muscolo-scheletrico. Qui si raccolgono le ossa provenienti da tutto l’Abruzzo e vengono inviate a Bologna. Una volta arrivate al Rizzoli le teste del femore vengono sanificate, sottoposte a vari trattamenti e in sostanza trasformate in chips, cioè in lamelle sottili. La dottoressa reggi spiega che questo tessuto osseo viene utilizzato per ricostruire arti o altre ossa dei pazienti che hanno dei tumori. Una volta si procedeva all’amputazione, ora grazie al tessuto osseo biologico, si sostituisce la parte colpita da tumore con il tessuto osseo donato che con il passare del tempo si ingloba in quello del ricevente.
Non tutti i pazienti possono donare: i pazienti sono altamente selezionati: bisogna avere meno di 75 anni e non essere colpiti da nessun tipo di malattia neoplastica, autoimmunitaria o da una patologia sconosciuta. Il San Liberatore, con le sue risorse professionali e umane, conferma quindi il suo impegno sul fronte della donazione, in un contesto che va oltre i confini regionali. Da ricordare il primo espianto dell’anno nella Asl di Teramo, effettuato solo pochi giorni fa.
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