Donna morta per il fulmine: la Procura indaga sui soccorsi

14 Agosto 2024

Fascicolo giudiziario aperto dopo la denuncia dei familiari, per il momento l’inchiesta è contro ignoti L’esposto fa riferimento ai tempi di arrivo dell’ambulanza e all’assenza di un defibrillatore sul posto

ALBA ADRIATICA. Nel giorno in cui mamma Pamela consegna agli altri il suo ultimo gesto d’amore con l’espianto degli organi che salveranno delle vite, la Procura apre un’inchiesta per accertare eventuali ritardi nei soccorsi istituzionali.
L’indagine del pm Enrica Medori, per ora contro ignoti, è scattata dopo la denuncia fatta dai familiari di Pamela Di Lorenzo, la 42enne di Alba Adriatica morta nove giorni dopo essere stata colpita da un fulmine sulla spiaggia di Alba Adriatica. Chiedono si faccia chiarezza sull’attività dei primi soccorsi e nell’esposto (sono assistiti dall’avvocato Tiziano Rossoli) fanno riferimento, in particolare, alla mancanza immediata di un’ambulanza sul posto e di un defibrillatore nelle vicinanze chiedendo che le indagini accertino se ci siano stati eventuali ritardi.
Quella drammatica mattina di nove giorni fa la 42enne barista era sulla spiaggia nel tratto fra il Piccolo Chalet e i Caraibi in compagnia di un’amica (rimasta ferita lievemente) quando è stata colpita dal fulmine: per lei le conseguenze più gravi con un lungo arresto cardiaco. Per quasi mezz’ora è stata sottoposta a interventi rianimatori con un lungo massaggio cardiaco eseguito da un turista mentre altri nel frattempo avevano avviato la ricerca di un defibrillatore. Quello più vicino, che si trova a circa duecento metri, non era disponibile perché la postazione è stata momentaneamente spostata per i lavori fatti sul lungomare. Quello arrivato e usato appartiene a una postazione distante circa 500 metri dal posto in cui si trovava la donna: l’apparecchio è stato prima utilizzato dal turista impegnato nel massaggio cardiaco e poi dall’infermiere intervenuto sull’ambulanza non medicalizzata, giunta prima di quella con il medico a bordo. Secondo le testimonianze raccolte quella mattinata il defibrillatore sarebbe arrivato a circa venti minuti dalla caduta del fulmine e la prima ambulanza a circa 25 minuti. Ora sarà l’inchiesta della Procura a ricostruire con esattezza ogni passaggio con l’acquisizione di tutti gli atti necessari e con le ricostruzioni dei testimoni, che saranno sentiti nella loro veste di persone informate sui fatti. Il primo atto del fascicolo, dopo il sequestro della cartella clinica, è l’autopsia in programma per questa mattina: la Procura ha affidato l’incarico al medico legale Giuseppe Sciarra, la famiglia ha nominato come consulente Michele Farinacci. L’inchiesta accerterà l’eventuale responsabilità per una tragedia per cui ora c’è spazio solo per il dolore di chi deve dire addio a una figlia, una compagna, una mamma.
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