Dopo 70 anni trova chi salvò suo nonno

11 Agosto 2015

Elio Bizzari fu liberato dai soLdati americani in un lager nazista, il nipote li ha rintracciati

TORANO NUOVO. Il tempo e la sofferenza non sbiadiscono i ricordi. In guerra, ogni istante pensi per te sia l’ultimo ed ogni respiro, ogni battito diventano un regalo. La morte Elio Bizzarri l’aveva vista in faccia tante volte al fronte. L’ultima in un campo di lavoro nazista dove era stato rinchiuso . Si sentì spacciato, stava per suonare la sua ultima ora. Ad un certo punto udì: «Italiani, ora siete liberi!». Erano arrivati gli americani.

Elio Bizzarri da allora non ha smesso di pensare ai suoi salvatori. Prima di morire ha chiesto ai suoi congiunti di aiutarlo a ritrovare quei valorosi a stelle e strisce a cui doveva lavita. Suo nipote Biagio Cimini ce l’ha fatta nella missione. Lui da Torano Nuovo ha rintracciato dall’altra parte del mondo chi settant’anni prima salvò la vita al nonno. Elio Bizzarri era un reduce della seconda guerra mondiale e fu prigioniero di guerra per due anni in un campo nazista in Germania. Un’esperienza che ha indelebilmente segnato la sua vita ed a cui molto spesso tornava con il pensiero.

«Sono vivo per miracolo. Gli americani mi salvarono da morte sicura», ci raccontava nonno Elio, dice il nipoteo. «Nonno aveva una memoria di ferro, con ricordi ancora vividi di quelli che furono i luoghi ed i fatti della sua terribile prigionia. E non perdeva occasione per raccontarci il momento commovente della sua liberazione con un eroico comandante americano ed i suoi uomini coraggiosi che abbatterono il filo spinato e urlarono alla libertà». Circa due anni fa, quasi novantenne, indebolito dalla malattia, l'anziano toranese volle esprimere ai suoi familiari un desiderio: conoscere dopo 70 anni, i nomi di quei soldati che gli restituirono la libertà. «Prima di morire voglio ringraziarli e dirgli che non ho mai dimenticato ciò che hanno fatto per me», racconta il nipote che descrive come avvincente la ricerca degli eroi. Biagio ha scandagliato i forum fino ad arrivare agli archivi nazionali Usa, dove sono state trovate tracce del plotone che per primo arrivò al campo di lavoro e di prigionia di Holzen, in polonia.

«Questa storia unica», racconta il nipote di Elio, «ha affascinato e coinvolto anche molti reduci di guerra americani, che hanno attivamente collaborato alla ricerca inviando informazioni, foto e ricordi personali. Dopo quasi un anno speso tra archivi ed associazioni di ex militari, il desiderio di nonno Elio è stato esaudito: i nomi degli impavidi soldati americani che si inoltrarono nelle linee nemiche per liberare il campo di Holzen sono emersi da un “verbale giornaliero” delle attività di guerra dell'83ª divisione di fanteria. La scoperta, condivisa con i reduci d’Oltreoceano, ha suscitato grandissima emozione che si è concretizzata in un invito ufficiale rivolto a mio nonno, a partecipare all’evento annuale dedicato ai reduci di guerra per raccontare la nostra storia nell'attuale caserma della stessa divisione americana nel Kentucky».

La vita però, fino ad allora benevola e complice, ha concesso ad Elio solo il tempo di conoscere i nomi dei suoi eroi veterani americani ed indirizzare loro una serie di pensieri che hanno composto la “lettera di ringraziamento”. Pochi giorni più tardi, nel gennaio scorso, Elio Bizzarri è venuto a mancare all'età di 90 anni. E oggi, a sette mesi dalla sua scomparsa, in occasione dell'annuale “Reunion” degli ex combattenti, gli ultranovantenni reduci di guerra a Fort Knox hanno reso omaggio alla memoria del soldato Bizzarri leggendo la lettera.

Alex De Palo

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