Droga, condanne riviste dopo la legge bocciata

27 Aprile 2015

Venti i ricorsi presentati dopo l’annullamento della Giovanardi-Fini Finiscono sotto esame anche le sentenze che sono passate in giudicato

TERAMO. La sentenza con cui l’anno scorso la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Giovanardi-Fini che equiparava droghe leggere e pesanti ha portato all’accoglimento di numerosi ricorsi e, di conseguenza, alla rideterminazione della pena di condanne per detenzione di hascisc. Al tribunale di Teramo (è competente il giudice per l’esecuzioni) in un anno sono state riviste una ventina di sentenze.

Accanto ai numerosi ricorsi presentati dagli avvocati per chi ha un processo pendente per questi fatti e per chi è stato condannato in primo e in secondo grado, ci sono anche quelli della procura perchè in uno stato di diritto le garanzie devono essere assicurate a tutti. Le sezioni unite della Cassazione, infatti, ad ottobre si sono pronunciate in ordine alla rideterminazione della pena anche delle sentenze passate in giudicato affidando proprio al pubblico ministero il compito di richiedere al giudice per l’esecuzione l’eventuale rideterminazione della pena. «Al pm», scrive la Cassazione, «in ragione delle sue funzioni istituzionali, per effetto della sentenza della corte costituzionale, spetta il compito di richiedere al giudice dell’esecuzione l’eventuale rideterminazione della pena». Secondo quando stabilito dalla Suprema corte la pena inflitta allo spacciatore diventa condizionata dalla esistenza della norma dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale che ha impedito al giudicante di riconoscere la prevalenza delle circostanze attenuati sulla contestata recidiva e che, così facendo, ha parzialmente determinato una pena ingiusta che contrasta la finalità rieducativa del terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione. Articolo secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

E proprio in applicazione dell’importante principio di diritto stabilito dai giudici ermellini anche la procura teramana, guidata da Antonio Guerriero, ha esaminato centinaia di vecchi fascicoli risalenti al 2006 (data dell’entrata in vigore della legge Giovanardi-Fini) fino al 2014. Fascicoli che, in alcuni casi, sono passati ad altri tribunali attraverso stralci di indagini.

L’annullamento delle norme previste dalla legge Fini-Giovanardi ha fatto rivivere la legge Jervolino-Vassalli che prevedeva pene più basse sia nel minimo sia nel massimo per reati concernenti la detenzione e lo spaccio di droghe leggere. E’ stata cancellata la norma con cui si erano parificate a fini sanzionatori droghe pesanti e leggere.(d.p.)

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