Droga spacciata ai minorenni, preso baby pusher della costa teramana

28 Settembre 2021

Vendute centinaia di dosi per un volume di affari di diverse migliaia di euro. Denunciati clienti e genitori: non hanno sorvegliato i figli

ROSETO. Centinaia di dosi spacciate per tutta l'estate, anche ai minorenni, per un volume di affari di diverse migliaia di euro nell’arco di quattro mesi. Arrestato dai carabinieri di Roseto degli Abruzzi un neodiciottenne del posto, ritenuto a capo di "un'attività criminale ben strutturata" che ha "di fatto monopolizzato lo spaccio di hashish e marjuana fra giovani e giovanissimi".

Tra i clienti del giovane spacciatore figurano turisti e minorenni non solo di Roseto, ma provenienti anche dai comuni limitrofi. Dalle indagini è emerso che il giovane, all'epoca dei fatti non ancora maggiorenne, svolgeva la sua attività illecita "spostandosi sui vari arenili del centro città - si legge in una nota dei carabinieri - previ accordi, sia di persona che telefonici, con i clienti". Secondo i militari il giovane aveva "piena consapevolezza di quello che stava facendo" dimostrando anche "non comuni doti organizzative" e "di fatto mettendo in piedi un’attività criminale ben strutturata".

L'arresto è scattato questa mattina (martedì 28 settembre) al termine delle indagini andate avanti durate tutta la scorsa estate. I carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di misura cautelare di collocamento del giovane in comunità, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, su proposta della Procura per i minori. Nel corso dell’operazione sono stati segnalati alla prefettura, come assuntori, dieci persone, alcune delle quali minorenni. I genitori di questi ultimi sono stati denunciati anche alla sezione civile della Procura per i minorenni dell’Aquila poiché, dalle indagini dei carabinieri, è emerso che non hanno svolto adeguata sorveglianza nei confronti dei loro figli coinvolti nella vicenda. Il provvedimento emesso dal giudice del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, su richiesta della locale Procura per i minorenni, sugella e conferma la piena concordanza dell’autorità giudiziaria con le indagini portate a termine dai militari dell’Arma rosetana.