Due operai di 50 anni si licenziano pur di non sottoporsi al vaccino

16 Febbraio 2022

TERAMO. L'obbligo di super Green pass sul luogo di lavoro per gli over 50 è scattato da ieri. Nel Teramano la stragrande maggioranza delle persone interessate dalla misura ha aderito alla campagna...

TERAMO. L'obbligo di super Green pass sul luogo di lavoro per gli over 50 è scattato da ieri. Nel Teramano la stragrande maggioranza delle persone interessate dalla misura ha aderito alla campagna vaccinale, ma non sono mancati casi di strenua resistenza sfociati con le dimissioni o con certificati di malattia recapitati all'ultimo minuto al datore di lavoro. Pochi, pochissimi casi, ma significativi di quello che è comunque uno spaccato della società ancorato a convinte posizioni anti-vaccino.
Due operai teramani cinquantenni del settore metalmeccanico nelle scorse settimane hanno rassegnato le dimissioni dalle rispettive aziende pur di non sottoporsi al vaccino. C'è chi, invece, ha provato a prendere tempo nella speranza che l'obbligo non diventasse effettivo: è il caso di una 53enne teramana, operaia di un'azienda agroalimentare della provincia, che del vaccino non ne voleva sapere. Poi, però, quando ha visto concretizzarsi il rischio di restare a casa senza stipendio, ha cambiato idea. L'assenza di Green pass, infatti, fa scattare la sospensione non retribuita dal lavoro. «Non mi posso permettere di stare senza stipendio, mi sono vaccinata solo per questo. La scorsa settimana ho fatto la prima dose, ma senza convinzione. Ora sono a casa, comunque sospesa senza retribuzione fino a quando non mi arriverà il Green pass. Ho figli e un mutuo. L'ho fatto solo per questo», racconta l'operaia. Una sua collega, anch’essa no vax convinta, ha evitato la sospensione perché, dice, «poche settimane fa mi sono contagiata e ora ho il Green pass da guarigione. Ma non mi sarei vaccinata. Avevo chiesto mesi fa l'esenzione per motivi di salute, ma non mi è stata concessa. Ero e resto contraria al vaccino», dice.
Posizioni minoritarie, come quelle di chi opera nel settore pubblico dove da ieri è scattata la sospensione per alcuni dipendenti non vaccinati senza tuttavia creare blocchi o disagi ai servizi per gli utenti. A Teramo città, negli uffici pubblici comunali, sono quattro gli over 50 sospesi. Per quanto riguarda gli amministrativi della Asl, invece, il direttore generale Maurizio Di Giosia fa sapere che non risultano dipendenti privi di Green pass. Diversi, invece, i sanitari già sospesi senza stipendio: nei loro confronti però l'obbligo vaccinale era scattato già da tempo.
«Per quanto ci è stato possibile constatare, sono pochissimi i casi di lavoratori che hanno fatto la scelta di non vaccinarsi», spiega Natascia Innamorati della Fiom Cgil, «da parte nostra in queste settimane abbiamo dato assistenza a questi lavoratori che ci hanno chiesto delucidazioni sulle norme e sulla possibilità di accedere a dei sussidi in caso di sospensione dal lavoro. Ma i sussidi, in questi casi, non sono previsti». Che i numeri siano bassissimi lo conferma anche la Cisl: «Non abbiamo registrato criticità, né resistenze: qualcuno aveva scelto la via delle dimissioni pur di non aderire alle misure. Ma si tratta di casi isolati. Per il resto il settore dell'industria ha visto una risposta importante alla campagna vaccinale», dice Marco Boccanera della Fim.
Veronica Marcattili
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