Due palazzine Ater dichiarate inagibili a Martinsicuro

La Protezione civile ha fatto i sopralluoghi pochi giorni fa Devono essere sgomberate 13 famiglie (circa 50 inquilini)
MARTINSICURO. Ad oltre un anno dalle ultime, forti scosse la contabilità dei danni causati in provincia dal terremoto del Centro Italia continua ad aumentare. E in luoghi insospettabili, ovvero in riva all’Adriatico. Un’ordinanza di sgombero per l’inagibilità temporanea (categoria “B”) di 13 alloggi Ater che si trovano a Martinsicuro è stata firmata venerdì dal sindaco Massimo Vagnoni e ad inizio settimana verrà notificata alle 13 famiglie affittuarie di due palazzine dell’Ater: sei in via Vomano, quartiere Tronto, e sette in via Como, zona Anfiteatro. In totale sono una cinquantina le persone colpite dallo sgombero.
L’ordinanza arriva solo adesso semplicemente perché i sopralluoghi effettuati dai tecnici della Protezione civile sono ancora in corso. Il 15 febbraio i tecnici hanno effettuato i sopralluoghi nei due edifici, rimettendo subito in Comune gli esiti. Secondo le schede rimesse dai tecnici il caseggiato di via Como ha bisogno della riparazione delle tamponature, della rimozione degli intonaci e della transennatura a protezione del passaggio in quanto l’edificio si trova in una stretta via nel quartiere Anfiteatro, pieno centro della cittadina, ad alta densità di palazzi. Per quello di via Vomano, nel quartiere Tronto, i tecnici hanno segnalato che bisogna apportare la riparazione della tamponatura e dei tramezzi e la rimozione degli intonaci. In via Como ci sono due edifici attigui di proprietà dell’Ater ma in uno solo sono stati riscontrati problemi. Per entrambe le palazzine non si tratta di problemi strutturali ma di manutenzione straordinaria, tuttavia sufficienti a costringere il primo cittadino ad emettere l’ordinanza.
«Non lasceremo nessuno per strada», dice il sindaco Vagnoni, «faremo un piano con lAter in modo da intervenire rapidamente e senza creare eccessivi problemi per gli inquilini». Molto probabilmente, visto che non c’è pericolo strutturale, si interverrà prima su un plesso, poi nell’altro cercando di abbreviare i tempi. Con l’Ater, ente che deve provvedere ai lavori, si cercherà una sistemazione provvisoria degli inquilini usando appartamenti ed alberghi. «Non sono le crepe a far paura», commenta un uomo che vive in questi alloggi, «ma lo stato di degrado in cui si trovano gli stabili. Infiltrazioni d’acqua e infissi fatiscenti sono alcuni dei problemi che, spero, si affrontino durante la sistemazione».
Questi ultimi casi di inagibilità non sono i soli che hanno colpito il territorio truentino dopo il sisma del 2016-17. In via dei Castani c’è un palazzo con sei alloggi, tre dell’Ater e tre del Comune adibiti a case parcheggio, che dopo i fenomeni tellurici è stato sgomberato. I residenti, circa 15 persone, ancora si trovano alloggiati in altre strutture trovate dal Comune e i lavori di messa in sicurezza del plesso non sono ancora iniziati.
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