E intanto la Fondazione Pescarabruzzo ricorre in tribunale per Banca Tercas

20 Novembre 2015

Non finiscono mai gli strascichi del commissariamento di Banca Tercas: in attesa che l’Unione Europea risolva l’intricata matassa della legittimità dei sostanziosi aiuti forniti dal Fondo...

Non finiscono mai gli strascichi del commissariamento di Banca Tercas: in attesa che l’Unione Europea risolva l’intricata matassa della legittimità dei sostanziosi aiuti forniti dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi, si registra una mossa a sorpresa da parte della Fondazione Pescarabruzzo, presieduta dal professor Nicola Mattoscio (nella foto). L’ente di Corso Umberto contesta la procedura che ha portato all’azzeramento della sua quota, che era pari a circa il 4% (per un valore di bilancio di 17 milioni di euro) e all’impossibilità di partecipare al rilancio della banca teramana, riservato alla Popolare di Bari. Un ricorso in tal senso è stato presentato al Tribunale delle Imprese dell’Aquila e dovrà essere discusso nei prossimi mesi. La Fondazione pescarese, che era entrata nel capitale di Tercas a seguito della vendita a quest’ultima dell’ex Cassa di risparmio di Pescara, la Caripe, in sostanza contesta l’operato del commissario straordinario Riccardo Sora, che convocò un’assemblea per mettere i vecchi soci davanti al fatto compiuto di un’operazione di salvataggio che escludeva tutta la vecchia compagine azionaria. Il buco che si era creato era enorme, stimato da Sora in 603 milioni di euro, e quindi il commissario intravvedeva la necessità di avvalersi dei poteri conferitigli dalla legge bancaria per voltare completamente pagina. Ma evidentemente le modalità scelte non hanno convinto Mattoscio, che nel procedimento sarà tutelato da un legale milanese esperto di diritto bancario, Roberto Nigro.