E sull’inserimento nel cratere si spacca il centrodestra

9 Novembre 2016

TERAMO. «Tutti i comuni del Teramano danneggiati dal terremoto devono entrare nel cratere». La richiesta arriva dai consiglieri regionali teramani del centrodestra, ma non tutti. Paolo Gatti, Gianni...

TERAMO. «Tutti i comuni del Teramano danneggiati dal terremoto devono entrare nel cratere». La richiesta arriva dai consiglieri regionali teramani del centrodestra, ma non tutti. Paolo Gatti, Gianni Chiodi e Mauro Di Dalmazio la presenteranno in una risoluzione urgente per impegnare il presidente Luciano D'Alfonso a battersi sui tavoli nazionali per estendere la perimetrazione del cratere. Giorgio D'Ignazio di Ncd si smarca e insieme al capogruppo del Pd Sandro Mariani fa appello all'unità della politica affinché siano garantiti i giusti indennizzi ai cittadini.

«Occorre unirsi al grido di allarme dei sindaci della provincia di Teramo», dicono Chiodi, Gatti e Di Dalmazio, «al fine di ottenere una nuova e più ampia perimetrazione dell'area del cratere che, allo stato attuale, risulta sottostimata rispetto alla conta degli enormi danni già segnalati». La risoluzione impegnerà D'Alfonso «ad attivarsi affinché l'elenco dei comuni, contenuto nel decreto legge del presidente del Consiglio dei ministri del 17 ottobre venga integrato con gli altri comuni del Teramano che hanno subito danni agli immobili pubblici e privati, ai beni artistici, e alle attività produttive a seguito dall'evento di grado 6.5 del 30 ottobre scorso».

Una presa di posizione che mette in luce l'assenza tra i firmatari dell'altro consigliere teramano D'Ignazio di Ncd che in una nota congiunta a Mariani dice: «Stiamo lavorando affinché si abbia il giusto riconoscimento per i nostri comuni, affinché le nostre comunità non siano abbandonate e siano messe in condizione di agire con gli strumenti che si rendono necessari in questi frangenti così critici». «Io ritengo che non sia necessario l'inserimento nel cratere», ha dichiarato a margine D'Ignazio, «l'importante è che i fondi arrivino e che si diano risposte agli sfollati. Del resto anche quando Gianni Chiodi era presidente di Regione e commissario alla ricostruzione molti comuni teramani rimasero fuori dal cratere ma si individuarono i canali di finanziamento per rimborsare i danni. Tuttavia questo non è il momento delle polemiche, la politica deve rimanere unita».

Niente polemiche dunque, ma il distinguo tra i consiglieri è evidente. D'Ignazio, chiamato a rispondere sulle ragioni che lo hanno indotto a non firmare la risoluzione del centrodestra, ha dichiarato lapidario: «Semplicemente non sono stato invitato a firmarla».

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA