Economia a pezzi «Servono sostegni straordinari»

22 Gennaio 2017

Grido di allarme di Confindustria, Cna e Confartigianato «Sospendete le tasse, le imprese hanno danni gravissimi»

TERAMO. L'economia teramana è in agonia, sfibrata dal terremoto e dal maltempo. A lanciare l'allarme sono le associazioni di categoria di imprenditori e artigiani che chiedono al governo di adottare misure straordinarie, a cominciare dal riconoscimento dello stato di calamità naturale.

«L'emergenza non è limitata alle zone più colpite», sottolinea il presidente provinciale di Confindustria Cesare Zippilli, «la mancanza prolungata di energia elettrica ha bloccato l'attività di tantissime aziende unita al fatto che gli operai rimasti bloccati non hanno potuto raggiungere gli stabilimenti anche dove i disagi sono stati limitati». Dalla prossima settimana la principale associazione di rappresentanza degli imprenditori avvierà il calcolo dei danni su tutto il territorio provinciale, che si annunciano molto pesanti. «Ci uniamo al grido di dolore del territorio», insiste Zippilli, «allagamenti e una settimana d'interruzione delle attività hanno creato una situazione drammatica».

A sollecitare la sospensione delle tasse a carico delle aziende è la Cna provinciale. «Il sisma, da agosto ad oggi, ha provocato danni enormi, con circa 9mila imprese coinvolte che danno lavoro a 21mila persone», sottolinea il presidente Gianfredo De Santis, «adesso si aggiungono i problemi gravissimi generati dal maltempo, che non ha risparmiato il resto del territorio scampato al terremoto». L'intera provincia, insomma, è nel dramma e i disservizi dovuti alla mancanza di elettricità hanno peggiorato le cose. «Ci sono ancora 24mila utenze prive di corrente», afferma De Santis, «senza contare la viabilità, paralizzata in gran parte del territorio o la mancata erogazione dell’acqua in tantissimi comuni: tutto questo ha comportato sofferenze incredibili per le persone, soprattutto nei centri minori, e un disastro per il mondo delle imprese».

La Confartigianato evidenzia le condizioni di Montorio e dei comuni montani che sono al buio da una settimana. «Dopo il terremoto dei giorni scorsi molte famiglie sono fuggite verso il mare, ma i meno fortunati sono rimasti a casa al freddo polare», afferma l'associazione, «come faranno le nostre imprese a onorare i pagamenti se i cittadini non ci sono più nei loro paesi e quindi acquistano altrove prodotti alimentari ed altro?». L'emergenza elettrica, secondo Confartigianato, non sarà superata a breve. «Quando tornerà la corrente nei paesi al buio?», chiede l'associazione, «l’Enel vuol dire quando tornerà l’illuminazione nelle case e nelle attività imprenditoriali? Come verranno risarcite?». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA