Edilizia, in aumento i posti di lavoro

17 Febbraio 2019

La lieve ripresa è data dalla ricostruzione del 2009, partita nelle zone interne. Ma per quella 2016 è tutto bloccato

TERAMO. Una leggera ripresa per l’edilizia, data esclusivamente dalla partenza della ricostruzione post sisma del 2009 che ha portato 241 lavoratori e 25 imprese in più nel 2018. Ma quella del 2016 è praticamente ferma, anche nel pubblico. E’ in sintesi il quadro che dipinge Giancarlo De Sanctis, segretario della Filca Cisl. «Il trend di crescita è generato dall’avvio dei cantieri degli aggregati post sisma 2009, soprattutto nelle zone Valfino e Gran Sasso. Per il post sisma 2016-2017 invece parliamo soprattutto di messa in sicurezza: in giro per Teramo e per gli altri centri danneggiati dal sisma, si vedono decine di micro cantieri non censiti». In sostanza si tratta di poco più che impalcature a cui si somma qualche cantiere per il ripristino dei danni lievi del sisma 2016/2017 e di quelli della nevicata del 2017.
«La fase di ricostruzione post sisma 2016/2017 è in notevole ritardo», aggiunge il sindacalista che illustra le statistiche derivati dalle Casse edili, gli organismi bilaterali, «per lentezze burocratiche e organizzative della macchina pubblica, inefficienze superate in Marche e Umbria dove il fatturato dell’edilizia è quasi raddoppiato». Per il pubblico sono state finanziate opere per 260 milioni ma «a quasi due anni dalle ordinanze che li hanno resi fruibili, sono stati aperti solo quattro cantieri che riguardano chiese; zero opere pubbliche e soprattutto zero scuole», fa notare De Sanctis, «a questi si aggiungono altri fondi regionali e statali fra cui 15 milioni per la manutenzione delle strade, 33 per le scuole, 30 dal Masterplan e 5 per il dissesto idrogeologico, per un totale di oltre 150 milioni di risorse pubbliche delle quali non si vede un cantiere aperto».
Sulla ricostruzione privata su 1.235 richieste arrivate all’Usr Abruzzo dal valore di 125 milioni, considerando che 16 dei 23 comuni del cratere sono in provincia di Teramo, ci sono solo 20 decreti di liquidazione con i quali si possono avviare i cantieri, fa notare De Sanctis.
L’obiettivo, dunque, è far partire al più presto la ricostruzione 2016-2017. Ma anche far sì che tutto si svolga nella legalità. A dicembre è stato insediato in prefettura il tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera: i dati di diverse provenienze saranno incrociati per prevenire elusione e evasione, fra cui lavoro nero e concorrenza sleale. «Siamo in attesa di una sua nuova convocazione in cui avviare le azioni previste dalle disposizioni legislative nazionali e dagli accordi fra parti sociali e commissario per la ricostruzione. La più importante fra le novità è il rilascio del Durc per congruità dalle Casse edili, che permetterà di verificare se nel cantiere ci sono lavoratori in nero. Attraverso il tavolo, sin dall’avvio del cantiere, si potrà monitorare la regolarità contributiva e retributiva, la congruità dei lavori rispetto alla manodopera impiegata, l’applicazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro, il tutto grazie all’autocontrollo degli enti bilaterali», conclude De Sanctis.
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