Effetto psicosi, pronto soccorso deserto

3 Marzo 2020

Sale d’aspetto vuote, spariti i “codici bianchi”. Mattucci: «La paura è più forte del desiderio di aggirare le liste d’attesa» 

TERAMO. Sale d’attesa dei pronto soccorso descritte come gironi dell’inferno e malati destinati ad attese di ore. Per anni è stato questo lo scenario descritto da chi doveva sventuratamente aver a che fare con uno dei quattro pronto soccorso della Asl, soprattutto quello di Teramo. Ora lo scenario è diametralmente opposto: sale d’attesa vuote con uno, massimo due pazienti. Il crollo degli afflusso è stato verticale, a causa della paura del contagio del coronavirus. E subito viene il sospetto che tutti quegli accessi, fino a una decina di giorni fa, non erano poi così indispensabili e urgenti.
«Quello che succede in pronto soccorso è lo specchio di quello che sta succedendo a tutti i livelli», commenta Maria Mattucci, direttore sanitario della Asl di Teramo, «non si frequentano più luoghi pubblici. E' chiaro che stiamo vivendo momento di grande paura. Noi abbiamo creato il pre-triage, per cui non si incontrano coloro che eventualmente sono stati contagiati o che hanno avuto contatti con gli altri pazienti. Ma la paura evidentemente è più grande. Spero che tutto questo finisca quanto perchè danneggia l’immagine di questo Paese».
E la paura ha fatto sì che per tutto il pomeriggio di ieri gli assistiti in attesa fossero quasi inesistenti. Ad esempio alle 19 al pronto soccorso di Atri c’erano zero codici gialli, due verdi, zero bianchi e 10 pazienti in visita. A Giulianova zero gialli, uno verde, zero bianchi e 8 in visita; a Sant’Omero un giallo, un verde, zero bianchi e 9 in visita. Numeri lievemente maggiori a Teramo: tre gialli, un verde, zero bianchi e 14 in visita. Al di là dei numeri risicati per gli altri codici, spicca il fatto che quelli bianchi, cioè per prestazioni assolutamente non urgenti sono scoparsi.
Maria Mattucci fa una riflessione: «Se la vogliamo dirla tutta, senza voler essere cattivi, desumiamo che la maggior parte delle persone va in pronto soccorso per evitare le liste di attesa. Rivolgendosi direttamente al pronto soccorso non fanno la fila dal medico curante, non fanno l'impegnativa, non aspettano per fare un esame o una visita. E in alcuni casi non si paga il ticket. In questo momento la paura ha preso il sopravvento sulla necessità di rivolgersi in ospedale. Fra qualche giorno, quando l'emergenza rientrerà, si tornerà alla vita normale».
Il crollo degli accessi al pronto soccorso fa il paio anche con il drastico calo degli accessi per esami e visite programmate. Le liste di attesa si sono “asciugate”: il direttore generale Maurizio Di Giosia sta analizzando tutti i dati al riguardo.
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