Egidi, si tenta l’accordo con i dissidenti

16 Febbraio 2019

Martinsicuro, la Carbotech pronta a rilevare l’azienda se tutti gli operai accettano la conciliazione

MARTINSICURO. Continuano le consultazioni per trovare la soluzione alla vertenza della Cartotecnica Egidi di Martinsicuro. Dopo che l’imprenditore Lorenzo Dattoli, titolare della Carbotech, azienda che ha uno stabilimento a poche centinaia di metri dalla Egidi, ha manifestato l’interesse a rilevare la Egidi a patto che tutti i 43 dipendenti accettino la conciliazione, sono sorti i problemi con una decina di operai che non accettano tale soluzione. «Da diversi mesi stiamo trattando il trasferimento della ditta», fa sapere l’avvocato Fabio Tritapepe che cura gli interessi della Egidi, «e tutto si è bloccato quando un gruppo di dipendenti ha deciso di non aderire alla conciliazione. Il dato preoccupante e che ancora non si riescono a capire i motivi di questa posizione». Il subentro della nuova proprietà porterebbe alla ripresa dell’attività produttiva ferma da diversi mesi per 21 dei 43 operai, con il reintegro di tutte le maestranze nel momento in cui le commesse dovessero torneare a livelli ottimali. Chi resterebbe fuori inizialmente, oltre ad accedere per un altro anno e mezzo alla cassa integrazione, riceverebbe quattromila euro dalla vecchia proprietà e altri quattromila dalla nuova per compensare il mancato reintegro. Una promessa non accettata dal gruppo di operai “dissidenti”. Secondo Tritapepe si tratta invece di «una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro trovata dopo tanti e tanti incontri che ora viene messa in discussione da una minoranza di lavoratori e che mette in ginocchio l’economia di tante famiglie. Sono disposto ad incontrare il gruppo degli operai "dissidenti" e il loro legale e aprire un dialogo per cercare una soluzione».
Della situazione della Egidi da tempo si sta occupando il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni che giovedì scorso ha convocato una riunione in municipio per cercare di trovare una soluzione. «Un incontro interlocutorio», commenta Vagnoni, «che non ha risolto la questione in quanto le maestranze in disaccordo non hanno partecipato». Erano invece presenti gli operai pronti a firmare, la proprietà, l’impresa che vuole rilevare l’azienda e i sindacati. «La volontà del nuovo acquirente di rilevare gli impianti produttivi della Egidi è ancora in piedi», assicura Vagnoni, «ora c’è da capire il perché una parte di questi operai non è intenzionata a firmare la conciliazione. Una soluzione che sembrerebbe gradita sia a quei fornitori che tuttora vantano crediti nei confronti della Cartotecnica, che ai commissari del tribunale». Intanto gli operai che sono pronti alla firma si dicono esasperati da questa situazione. «Non riusciamo a capire i veri motivi di questa presa di posizione di una minoranza delle maestranze», dice uno di loro, «in un momento così difficile nel mondo del lavoro si vuole mettere in ginocchio il futuro di tante famiglie».
Sandro Di Stanislao
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