Elettricista vola da 5 metri Rischia l’uso delle gambe

10 Aprile 2015

Tortoreto, artigiano di Silvi cade da un carrello elevatore e si rompe una vertebra che lesiona il midollo. I neurochirurghi del Mazzini cercano di evitargli la paralisi

TORTORETO. Ha fatto un volo di circa cinque metri schiantandosi al suolo mentre effettuava lavori all’impianto elettrico nello stabilimento della ditta Faraone di Tortoreto, in contrada Salino. I gravi traumi riportati – il più preoccupante alla colonna: la frattura di una vertebra con compromissione del midollo spinale – hanno richiesto l’immediato trasferimento dell’artigiano al Mazzini di Teramo, dove è stato operato dall’equipe di neurochirurgia diretta dal primario, Danilo Lucantoni. I chirurghi hanno cercato di scongiurare il pericolo che l’uomo perda l’uso delle gambe.

L’incidente sul lavoro è avvenuto intorno alle 12.30. C.P. di 41 anni, residente a Silvi, stava effettuando lavori di manutenzione agli impianti elettrici dell’azienda vibratiana quando è accaduto l’imprevisto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Tortoreto, l’elettricista – che è il titolare di una piccola impresa artigiana, la Domotich, che si occupa di automazione, impianti elettrici e sicurezza con sede a Silvi in contrada Santo Stefano – avrebbe inavvertitamente aperto la sbarra di sicurezza del cestello elevatore idraulico nel quale si trovava, precipitando al suolo.

Sono stati subito chiamati i soccorsi e al 41enne, sposato e padre di due figli, inizialmente è stato diagnosticato un trauma lombo-sacrale ed un trauma addominale chiuso. Viste la delicatezza delle sue condizioni, la necessità di raggiungere l’ospedale di Teramo in tempi brevi e, soprattutto, di evitare di percorrere le dissestate strade provinciali, il 118 ha preferito inviare sul posto l’eliambulanza partita da Pescara.

L’equipe di neurochirurgia è stata intanto messa in stato di allerta per preparare la sala operatoria ed operare d’urgenza l’elettricista silvarolo. L’uomo non corre pericolo di vita ma i medici del Mazzini devono scongiurare il pericolo che C.P. perda l’uso degli arti inferiori. L’equipe di Danilo Lucantoni è intervenuta infatti per ridurre la frattura stabilizzandola e rimuovendo l’osso che comprimeva il midollo.

Intanto, parallela alla delicata vicenda medica (i cui sviluppi in un senso o nell’altro si conosceranno soltanto tra qualche tempo) corre quella dell’inchiesta. Il carrello elevatore su cui stava C.P. stava lavorando ad un’altezza di circa cinque metri è stato posto sotto sequestro dai carabinieri. L’obiettivo degli inquirenti è farlo esaminare da un consulente per stabilire se la sbarra di sicurezza che si è aperta fosse difettosa e accertare – o subito escludere – eventuali responsabilità di terzi.

Alex De Palo

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