Elezioni provinciali, Mastromauro lascia campo libero a Di Sabatino

9 Settembre 2014

Sarà l’ex sindaco di Bellante il candidato del Pd che correrà il 12 ottobre per la carica di presidente Il centrodestra deve ancora decidere.Tancredi (Ncd): «Noi puntiamo sulla conferma di Catarra»

TERAMO. Tutto come da pronostico: Renzo Di Sabatino è il candidato del centrosinistra alla carica di presidente della Provincia. Manca solo l’ufficialità che arriverà stasera dalla segreteria provinciale del Partito democratico. Un semplice passaggio formale dopo il dietrofront di Francesco Mastromauro, che ieri ha rotto gli indugi ritirando la propria candidatura alle elezioni di secondo livello del 12 ottobre per concentrarsi sull’incarico di primo cittadino di Giulianova. Sul nome di Di Sabatino del resto anche il consenso tra gli amministratori Pd sul territorio è stato pressochè unanime. «Il partito si è comportato in modo unitario ed è andato oltre le contrapposizioni», conferma l’ex sindaco di Bellante e capogruppo uscente Pd in consiglio provinciale. «La Provincia ha ed avrà ancora un suo ruolo», aggiunge Di Sabatino sull’impegno che l’aspetta se riuscirà a strappare l’ente di via Milli al centrodestra, «penso alle nuove competenze come il controllo del ciclo idrico e dei rifiuti. In questi giorni cercherò di fare un ragionamento che guardi all’interesse di questo territorio, più di altri colpito da crisi economica e occupazionale». In vista del voto, intanto, il compito non facile per Di Sabatino è quello di far convergere sul suo nome anche amministratori e consiglieri comunali di altre appartenenze per azzerare l’handicap del “voto ponderato” che assegna un peso maggiore ai Comuni più grandi, nel Teramano quasi tutti a guida centrodestra. In settimana dovrebbe essre reso noto il nome del candidato del centrodestra, schieramento che appare però in ritardo sui tempi rispetto agli avversari. A stretto giro, comunque in settimana, si terranno il coordinamento di Forza Italia e il tavolo di tutte le forze dello schieramento. Proprio il coordinatore dei berlusconiani Maurizio Brucchi ieri ha un po' smorzato la sua candidatura: «Do la mia disponibilità al partito», ha dichiarato, «ma ho già due ruoli impegnativi come primo cittadino del capoluogo e presidente del comitato ristretto dei sindaci». La rosa si restringe insomma di ora in ora, in attesa dei due vertici di questa settimana. Restano alte le quotazioni di Gabriele Astolfi, sindaco di Atri, così come quelle del “gattiano” Umberto D’Annuntiis, alla guida del Comune di Corropoli. A rilanciare invece le chance del presidente uscente Valter Catarra ci pensa direttamente il coordinatore provinciale Ncd Paolo Tancredi: «Non c’è motivo di cambiare», sostiene il deputato teramano, «Catarra ha amministrato bene nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare durante il suo incarico. Il nome del Nuovo Centrodestra è il suo».

Fabio Marini

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