Eliana, un anno dal naufragio Il relitto resta sul fondale

25 Luglio 2018

GIULIANOVA . È trascorso un anno esatto dal luttuoso naufragio del motopeschereccio Eliana e la commozione, mista ad amarezza, è ancora presente in città e all’interno della marineria giuliese. Il 25...

GIULIANOVA . È trascorso un anno esatto dal luttuoso naufragio del motopeschereccio Eliana e la commozione, mista ad amarezza, è ancora presente in città e all’interno della marineria giuliese. Il 25 luglio 2017 ha segnato una indelebile pagina di lutto. Quel pomeriggio di mercoledì un violento fortunale, in parte preannunciato, si abbattè sul mare dell’Abruzzo. In quel momento l’imbarcazione, con a bordo il comandante Elia Artone di 65 anni ed il marittimo Carlo Mazzi di 54 anni, cercò di fare ritorno verso il porto di Giulianova, ma le sferzate di vento, le acque agitate e le raffiche di pioggia impedirono ai due uomini di mare di guadagnare un sicuro ormeggio. L’Eliana fu inghiottito dalle onde adagiandosi poi sul fondale a circa tre miglia dal litorale. La guardia costiera avviò immediatamente le ricerche. Quasi subito furono avvistati a galla alcuni componenti del relitto e poco dopo furono individuati e recuperati i corpi senza vita di Elia Artone e Carlo Mazzi.
Da un anno lo scafo del motopesca Eliana giace ad una profondità di circa 13 metri e per buona parte è coperto da fango e sabbia, all’interno di un allevamento di cozze di proprietà dell’azienda Nuova Mitili srl. Dodici mesi sono trascorsi in pratica senza colpo ferire, non intravedendosi ancora alcuna possibilità di recuperare lo scafo. In questo senso si è mosso l’Ente porto ma sulla questione del relitto non ci sono novità, almeno per quanto compete alla guardia costiera. Il tenente di vascello Claudio Bernetti dichiara: «Per il momento lo scafo è sotto controllo e non ci sono pericoli d’inquinamento. Il peschereccio è affondato nella fase di rientro e quindi con le casse del carburante quasi vuote. In quel tratto di mare non c’è timore per la navigazione in quanto la zona è interdetta al transito. So che la spesa necessaria per un eventuale recupero appare come una grossa difficoltà per tutti. L’Ufficio circondariale continuerà in ogni caso a seguire la vicenda per una giusta soluzione».(al.al.)
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