Enel, Montorio rischia di perdere il centro che gestisce gli impianti

Allarme del Comune: la stazione di teleconduzione potrebbe essere spostata a Napoli C’è preoccupazione per il trasferimento dei 17 dipendenti e per le ripercussioni economiche
MONTORIO. Montorio potrebbe perdere un pezzo dell’Enel. A lanciare l’allarme è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ennio Facciolini, che in un comunicato non nasconde la sua forte preoccupazione per la decisione che Enel Green Power avrebbe preso, di togliere la postazione di teleconduzione (Pt) di viale Duca degli Abruzzi per spostarla a Napoli.
A Montorio, infatti, si trova fisicamente quel sistema che consente la centralizzazione di tutte le informazioni relative ai vari impianti idroelettrici per la teleconduzione da remoto degli stessi. Detto in soldoni, Montorio è il polo elettrico più importante del centro sud, che gestisce gli impianti idroelettrici di Marche, Abruzzo, Lazio, parte del Molise e Sardegna. E’ da qui che vengono centralizzate tutte le informazioni, storicizzati i dati per l'analisi e la manutenzione degli impianti e gestita la produzione idroelettrica giornaliera delle centrali. E' da Montorio che avviene la riaccensione in caso di blackout nazionale, proprio per la grandezza in termini di potenza dell’impianto di San Giacomo e anche la gestione degli invasi che presenta una complessità idraulica particolare rispetto ad altre realtà italiane.
Tutto ciò spiega l'allarme dell'amministrazione comunale, che in un comunicato scrive «da alcune indiscrezioni apprendiamo che Enel avrebbe l’imminente intenzione di ridurre sul territorio nazionale i posti di teleconduzione da cinque a tre». Ma ciò che più preoccupa l’amministrazione Facciolini è che il posto di teleconduzione di Montorio oltre «alla normale gestione a distanza degli impianti e delle opere idrauliche, si occupa del monitoraggio continuo di tutti gli invasi, tanto in condizioni normali quanto in emergenza, compreso l’interfacciamento con le pubbliche autorità in caso di calamità». Facciolini non nasconde la sua apprensione per i 17 dipendenti che attualmente vi lavorano. «L’eventuale trasferimento dei dipendenti», aggiunge il vicesindaco Raniero Barnabei, «riguarda non solo le famiglie interessate, ma anche tutti noi poiché rappresenta un danno economico per noi».
E c’è chi ricorda le battaglie fatte nel 1994, per far si che il posto di teleconduzione, che Pescara voleva a tutti i costi, nascesse a Montorio per risarcire il territorio per lo sfruttamento delle acque. «Dietro accordo aziendale con i sindacati di categoria», spiega Ivano Tiberii, ex sindacalista Filctem, ora in pensione, «il Pt fu messo qui. I dati tecnici del resto favorivano Montorio per la potenza degli impianti e la loro complessità idraulica». La notizia, al momento, non trova conferme o smentite in ambiente Enel, dove si apprende che a breve è previsto un incontro tra Enel e amministrazione comunale, per fare il punto della situazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

