«Enel non smentisce gli accorpamenti: altrove li ha evitati»
TERAMO. Il consigliere regionale del Pd, Sandro Mariani, non desiste. E replica a spron battuto all’Enel che in una nota ha voluto prendere posizione dopo la risoluzione, presentata dallo stesso...
TERAMO. Il consigliere regionale del Pd, Sandro Mariani, non desiste. E replica a spron battuto all’Enel che in una nota ha voluto prendere posizione dopo la risoluzione, presentata dallo stesso mariani e votata all’unanimità da tutto il consiglio regionale riguarda al piano di accorpamenti previsto dalla società elettrica.
«Enel Distribuzione», esordisce il capogruppo Pd in consiglio regionale, «non smentisce la volontà di accorpare la “zona” (cioè la sede, ndr) di Teramo a quella de L'Aquila (e anche Chieti e Pescara, ndr) e non dà alcuna garanzia sulla stabilità occupazionale delle sedi accorpate. Nulla quaestio per quanto attiene il piano di riallineamento organizzativo su base nazionale, che sicuramente è frutto di quanto affermato, in merito ad una razionalizzazione del servizio di distribuzione di corrente elettrica, ma i nostri interrogativi non trovano risposta. Non capiamo come mai ci siano figli e figliastri nel nostro paese e come sia possibile una disomogeneità della riorganizzazione, riguardo a “zone” ed “unità operative”, che pur avendo un numero di utenze inferiori o confrontabili, estensioni territoriali anche inferiori ed in alcuni casi con minori difficoltà orografiche e di collegamento, rispetto alla regione Abruzzo, si ritrovano mantenute in numerose altre regioni italiane. Civitavecchia o Benevento, tanto per fare alcuni esempi, devono essere evidentemente molto più importanti di Teramo agli occhi dell'azienda. Infine non garantendo il principio della stabilità occupazionale anche nella sede accorpata, è evidente che nel tempo i reintegri al personale, verranno fatti solo a carico della sede principale, spopolando di fatto il servizio che la società è tenuta a fornire». (a.f.)
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