Energia dagli scarti bruciati: «Impianto piccolo, non inquina»

L’amministratore della Neodecortech spiega il progetto che ha messo in allarme comitati e Comune: «È una caldaia che produce energia termica con i residui di produzione, le emissioni saranno ridotte»
ATRI . Un inceneritore sì, ma piccolo e funzionale solo alle esigenze energetiche dello stabilimento di Casoli di Atri. La Neodecortech, società che produce laminato per decori e superfici nella filiera dell’arredamento, chiarisce così i contenuti del progetto presentato in Regione e che ha fatto scattare l’allarme a difesa dell’ambiente. A fornire spiegazioni e dettagli sull’intervento, che ha suscitato reazioni critiche dall’amministrazione atriana e da associazioni anche dell’area pinetese, è Luigi Cologni, ceo del gruppo che ha la sede principale a Filago, in provincia di Bergamo.
«Nel condurre la sua attività industriale, con via via maggiore intensità dal 2007, Neodecortech ha assunto un profilo molto attento ai vari ambiti della sostenibilità», premette, «risale infatti ad allora la prima certificazione Iso relativa alle emissioni in atmosfera Uni En 14001. La sostenibilità è infatti parte integrante della propria strategia aziendale e lo è a tal punto da far sì che la gestione del business sia sempre condotta, oltre che in modo consapevole, anche in modo che le attività quotidiane siano svolte nel rispetto dell’ambiente e delle persone». Su questa linea strategica si colloca l’intervento previsto nell’area industriale atriana. «Allo stabilimento di Casoli serve anche energia termica per il riscaldamento dell’olio, necessario al funzionamento delle linee di produzione e oggi tale fabbisogno termico è soddisfatto totalmente con l’impiego di combustibile fossile».
Proprio in chiave di sostenibilità, intesa come diminuzione delle emissioni di gas in atmosfera e sviluppo dell’economia circolare, l’azienda ha deciso di «termovalorizzare i propri sfridi di produzione garantendosi in questo modo la copertura totale del proprio fabbisogno termico». È un pianto piccolo, assicura Cologni, non concepito per rifiuti su larga scala. «Si tratta infatti di una caldaia normalmente utilizzata per bruciare scarti di legno e soltanto gli sfridi di produzione dello stabilimento verrebbero trattati senza ricevere nulla da fonti esterne», assicura l’amministratore della Neodecortech, «piccoli impianto di recupero energetico come questi sono comunemente adottati in gran parte d'Italia oltre che all'estero e permettono di recuperare energia in situ. Da oltre dieci anni ne opera uno identico anche in provincia di Teramo». Secondo Cologni «l’uso della caldaia per il recupero energetico degli sfridi di produzione consentirà di migliorare l'impatto sull'ambiente anche in un altro modo», spiega l’amministratore, «verranno eliminati circa 200 trasporti l’anno per lo smaltimento degli scarti».
I timori manifestati da comitati e anche dal sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti sarebbero infondati. «In conclusione, è chiaro come la sommatoria delle emissioni dirette e indirette si ridurrà in misura significativa», assicura l’amministratore delegato dell’azienda, «confermando come l’intera attività del gruppo Neodecortech sia svolta in base ai tre fondamentali pilastri mutuati dai principi alla base dell'Agenda 2030 relativa al climate change delle Nazioni unite». (g.d.m.)
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