Energia, incentivi più facili nel cratere 2016

3 Febbraio 2024

La struttura commissariale propone un emendamento al decreto del Governo per aiutare i Comuni

TERAMO. Efficienza energetica e ricostruzione, un binomio inscindibile nel percorso di rilancio del cratere danneggiato dal terremoto. Verte su questo l’emendamento al “Decreto Energia” proposto dalla struttura commissariale, che punta a semplificare le modalità di accesso dei Comuni danneggiati dal sisma 2016 agli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. «Un nuovo, importante segnale di attenzione da parte del Governo e della maggioranza nei confronti dei territori colpiti», dice il commissario straordinario Guido Castelli.
Castelli concentra l’attenzione sui progressi svolti in ambito tecnologico e soprattutto sulle potenziali ripercussioni a livello di impatto ambientale nel percorso di ricostruzione di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio. «L'efficientamento energetico», dice, «è divenuto materia fondamentale e imprescindibile nell'edilizia; anche per questo è stato siglato, e rinnovato lo scorso giugno, un protocollo d’intesa con il Gse (Gestore servizi energetici, la Spa che promuove lo sviluppo sostenibile del Paese, ndr). L’obiettivo è quello di sfruttare al meglio tutte le possibilità e snellire il complicato iter burocratico, fornendo assistenza costante ai Comuni anche tramite gli Usr, per accedere il più rapidamente possibile all'incentivo Conto termico del Gse (disciplinato da un decreto interministeriale del febbraio 2016). Gli edifici pubblici che verranno demoliti, in particolare le scuole, verranno ricostruiti con classificazione Nzeb, ovvero Near zero energy building (edificio a consumi energetici pressoché nulli); durante questa fase possono richiedere l’incentivo attraverso un canale di assistenza preferenziale, grazie al protocollo d’intesa tra struttura commissariale e Gse. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo dovuto registrare la difficile compatibilità del decreto interministeriale, concepito in epoca pre-sisma 2016, e la complessa normativa della ricostruzione. Di fatto una incompatibilità paradossale, che in alcuni casi penalizza o limita gli stessi edifici del cratere fino ad arrivare all'inammissibilità totale di alcune pratiche presentate. Alla luce di ciò diventa dunque opportuno apportare dei correttivi. Una situazione, questa, che verrà appunto inquadrata dall’emendamento da noi proposto», conclude Castelli.
La ricostruzione degli edifici nell’area del cratere sta generando un risparmio energetico dalle proporzioni inattese: da un minimo di 82 milioni a un massimo di 152 milioni l’anno, in un’area abitata potenzialmente da circa 600mila persone. La stima è stata fornita da una indagine condotta dal Cresme.