«Era un generoso gentiluomo di campagna»

Di Cintio: «Intelligente e lungimirante, ha garantito successo e lunga vita ai suoi prodotti»
CONTROGUERRA. Il giornalista Massimo Di Cintio, storico collaboratore delle guide Slow Food e Gambero Rosso e di riviste enogastronomiche, ricorda così Illuminati in una nota inviata al Centro: «Dino era un gentiluomo di campagna, generoso, intelligente e lungimirante. È stato capace di trasformare l’azienda di produzione e vendita di prodotti agricoli fondata nel 1890 dal nonno Nicola, Nicò per famiglia e amici, nome impresso nel marchio aziendale, in una delle aziende più prestigiose d’Abruzzo. Generoso perché accoglieva tutti con la sua semplicità e con il suo entusiasmo tanto da essere tra i primi e più convinti fautori della manifestazione “cantine aperte”, intelligente perché si è circondato di un gruppo di collaboratori (anche all’estero) che sono cresciuti con l’azienda – tra tutti il compianto Ginetto Marinucci, il mago dei vigneti e l’enologo Daniele Spinelli (al quale ha persino voluto dedicare un vino) insieme all'enologo Claudio Cappellacci – e perché ha saputo lasciare spazio ai suoi figli che lo hanno seguito nella guida della cantina, Stefano e Lorenzo. Ma Dino è stato anche un imprenditore lungimirante: consapevole del valore viticolo della zona di Controguerra ha investito nella terra (l’azienda oggi dispone di oltre 120 ettari e produce circa un milione di bottiglie), ha contribuito notevolmente alla nascita sia della Doc omonima sia della Docg Colline Teramane a metà degli anni ’90, ed è stato capace comprendere e interpretare le tendenze del mercato in Italia e nel mondo. Lo dimostra il grande successo dei suoi vini rossi, in grado di accontentare i gusti di ogni consumatore, dal più semplice Riparosso al più complesso Pieluni, fino alle due etichette che segnano la dimensione più longeva della produzione aziendale, Lumen e Zanna».

