«Era un uomo che riusciva a coinvolgere tutti, la sua grande forza ci mancherà»
«Don Enzo è stata una delle personalità più importanti che Teramo ha avuto negli ultimi anni nel mondo del volontariato, della Chiesa, della cooperazione internazionale e delle cultura. Era un uomo...
«Don Enzo è stata una delle personalità più importanti che Teramo ha avuto negli ultimi anni nel mondo del volontariato, della Chiesa, della cooperazione internazionale e delle cultura. Era un uomo colto e preparato capace di dialogare in tutte le lingue e trovarsi in sintonia con le persone che incontrava. Lo ricorderò sempre con il suo cappello rosso e quando parlava il dialetto che non aveva dimenticato». Questo il ricordo commosso di Filippo Lucci, presidente uscente del Corecom, grande amico di don Enzo e suo collaboratore nell’ associazione “ Dapadu”. Filippo è stato con lui otto volte in Burundi e in tanti lo hanno chiamato dall’Africa e dall’Italia addolorati. «Il Burundi è un Paese in lutto», ha proseguito, «e anche tutti noi lo siamo. Perdere Don Enzo è come perdere una persona di famiglia. Egli riusciva a coinvolgere chiunque nel volontariato e la condivisione era alla base di ogni progetto umano che intraprendeva rendendo ogni posto un centro di interscambio culturale». “ Ienzo” lo chiamavano i suoi amici africani ai quali ha reso migliori le condizioni di vita. «Era il testimone vivente dell’impegno del vescovo Kurtney che gli aveva chiesto, prima di essere assassinato, di proseguire la sua opera di pace donandogli il suo bastone pastorale che custodiva gelosamente», ha concluso, « sosteneva che nelle chiese si dovevano mettere i tavoli al posto dei banchi e per il suo cinquantesimo di sacerdozio avrebbe voluto organizzare un grande pranzo al Duomo invitando i poveri e i suoi amici. Ci mancherà, ma i suoi valori e i suoi insegnamenti rimarranno sempre».(a.d.f.)

