Erbacce e degrado a Cologna Spiaggia Il Pd: «Cittadini stufi»

16 Luglio 2014

Il gruppo di opposizione raccoglie la protesta dei residenti che lamentano scarsa manutenzione di vie e marciapiedi

ROSETO. «Non è possibile lasciare il territorio abbandonato». È la protesta degli abitanti di Cologna Spiaggia, raccolta e amplificato dal Pd rosetano, il cui segretario Simone Tacchetti abita nell’importante frazione di Roseto. «La stagione estiva è ormai entrata nel vivo e dovrebbe rappresentare anche per Cologna Spiaggia una opportunità», è i la considerazione del Pd . «Invece quello che i turisti si trovano davanti è un territorio abbandonato all’incuria e alla sporcizia». Parte da qui il lungo elenco delle cose che non vanno a Cologna Spiaggia, di cui il Pd locale si è fatto portavoce. «Passando sulla Nazionale i marciapiedi lato ovest sono pieni di erbacce», si legge in una nota, «così come tutte le vie interne i cui marciapiedi, ormai impercorribili, costringono i pedoni a transitare sulla carreggiata: un esempio per tutti via dei Campi (la via di accesso alla scuola ed all’ufficio postale) ormai ricoperta da erbacce». Nel mirino del Pd anche la rampa di accesso al ponte ciclopedonale del Tordino, invaso da erbacce e rifiuti. «A ciò si aggiungono le innumerevoli buche presenti sul territorio», prosegue la nota, «l’illuminazione pubblica ormai quasi dimezzata e i bidoni per la raccolta della spazzatura in molti casi bucati e rotti e circondati da cumuli di rifiuti abbandonati da incivili». Non si salva dall’incuria neppure il vicino rione di Piane Tordino. «Nonostante piccole manutenzioni effettuate sul lungomare», sostiene il Pd, «il territorio colognese ha bisogno di interventi necessari e urgenti che ridiano alle periferie un minimo di decoro e di pulizia». «Spero che l’amministrazione si attivi per risolvere presto queste gravi criticità», aggiunge Tacchetti, che è anche consigliere comunale di minoranza, «che si ripetono, purtroppo, anche nelle altre frazioni rosetane. I cittadini sono stufi di questo stato delle cose e hanno perfettamente ragione».

Federico Centola

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