Erosione, 30 operatori di Alba sospendono l’azione legale

19 Ottobre 2019

Sono quelli della zona nord, hanno accolto con favore il piano di interventi della Regione Invece l’idea di installare un pennello più a sud viene bocciata da Costa dei Parchi e da Viviani

ALBA ADRIATICA. Il piano urgente della Regione Abruzzo contro l’erosione costiera di Alba Adriatica sembra aver ottenuto il favore degli operatori della zona nord martoriata dalle mareggiate, che starebbero valutando di sospendere l’azione legale avviata contro le istituzioni. Seppure non ancora ufficiale, quella della trentina tra albergatori e balneatori che si sono rivolti agli avvocati per dare vita alla class action era una delle reazioni più attese dopo l’incontro tenuto giovedì sera in municipio su convocazione del sindaco Antonietta Casciotti e alla presenza dei vertici regionali: dal presidente Marco Marsilio al sottosegretario Umberto D’Annuntiis, dai consiglieri Pietro Quaresimale ed Emiliano Di Matteo fino ai dirigenti e tecnici degli uffici preposti.
Il percorso programmato dalla Regione è diviso in tre step: il primo prevede un ripascimento nella costa nord albense nella primavera 2020 da 50mila metri cubi di sabbia e 500mila euro di spesa; a seguire un altro ripascimento più corposo da oltre due milioni di euro e, infine, lo studio per una grande opera di messa in sicurezza della costa da Giulianova verso Alba Adriatica per cui però sono necessari almeno 50 milioni di euro che la Regione chiede ai ministeri. Per l’immediatezza, in vista delle mareggiate invernali che fanno paura ai balneatori della costa nord, nei prossimi giorni si terranno incontri anche con i tecnici regionali e con l’amministrazione comunale, nel tentativo di snellire le pratiche burocratiche e consentire ai privati di piazzare massi a protezione degli stabilimenti più a rischio, come già accaduto di recente a Martinsicuro.
Se la protesta della costa nord, a patto di azioni celeri della Regione, sembra poter rientrare, nel frattempo rischia però di scoppiarne un’altra sulla costa sud. Tra i primi due step del piano di interventi, infatti, la Regione sta valutando la realizzazione di un piccolo pennello perpendicolare e temporaneo da realizzare sulla costa centrale albense per garantire che i benefici portati dai ripascimenti persistano più a lungo. Questo ha provocato le proteste di una parte degli operatori e di alcuni dei rappresentanti delle associazioni di categoria, preoccupati per il possibile aggravamento verso sud del fenomeno dell’erosione provocato dalla struttura rigida perpendicolare. In particolare ha espresso contrarietà il consorzio Costa dei Parchi, con il vicepresidente Andrea Montecchia che ha attaccato durante la riunione: «Dopo vent’anni sentiamo ancora parlare di pennelli, basta prese in giro». Tra le voci più critiche se ne registra anche una politica, quella del consigliere albense di opposizione Gabriele Viviani, che ha parlato di «visita di cortesia senza nuove soluzioni da parte dei vertici regionali», segnalando «la scarsa entità del ripascimento previsto e i troppi rischi della realizzazione del pennello».
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