Erosione, contro la giunta un manifesto anonimo

ALBA ADRIATICA. In balìa del mare che erode la sua spiaggia e dei casi di inquinamento della foce del Vibrata, il tratto di costa a nord di Alba Adriatica torna a infuocare gli animi nel dibattito...
ALBA ADRIATICA. In balìa del mare che erode la sua spiaggia e dei casi di inquinamento della foce del Vibrata, il tratto di costa a nord di Alba Adriatica torna a infuocare gli animi nel dibattito politico sul tema del turismo. A scatenare la polemica, un nuovo manifesto, questa volta anonimo, affisso nelle bacheche politiche della città e dirette al sindaco Tonia Piccioni, accusata di scelte «incoerenti, o volte alla ricerca di un alibi elettorale» rispetto alla posizione sugli scogli di Martinsicuro, che in molti in città vedono come causa e minaccia dell’erosione costiera, soprattutto nella zona nord di Alba.
Il riferimento è alla decisione di dicembre della giunta di chiedere una relazione tecnica sulle cause dell’erosione albense e di rettificare di nuovo la posizione di astensione espressa a novembre 2013 nella conferenza di servizi che diede l’ok proprio a quei lavori di potenziamento delle scogliere della località vicina. Si legge sul manifesto: «Ora è troppo tardi per svegliarsi: mentre qui si interviene iniziando dalla nomina dell’ennesimo consulente tecnico, sperperando denaro pubblico, i lavori di Martinsicuro nel frattempo saranno ultimati. Eppure il responsabile dell’area tecnica aveva espresso già in sede di conferenza dei servizi grosse perplessità sia sul risultato del progetto predisposto per la difesa della costa, sia per la mancanza di una relazione di studio sul fenomeno relativo all’impatto ambientale».
Poi facendo riferimento al dipendente comunale che a settembre affisse nelle bacheche una lettera che, sempre sul tema dell’erosione, attaccava le politiche degli ultimi anni di Alba e Martinsicuro: «Nessuna risposta da parte del sindaco, se non la promessa, su input di un consigliere di opposizione, di iniziative amministrative contro il comportamento ritenuto censurabile del funzionario».
Oltre al tema dell’erosione, però, anche quello della richiesta di Bandiera blu parziale fa registrare le prime reazioni polemiche. Giuliano Marsili della Task Force Ambientale, attacca: «Assegnare la Bandiera blu ad un esiguo tratto di mare a sud (si parla di soli 290 metri) è controproducente per l’immagine dell’intero comparto: è come ammettere che il resto dell’arenile è inquinato. Ma sono anni che noi ambientalisti chiediamo al Ruzzo di evitare i soliti disastri del depuratore e alle amministrazioni di eliminare gli scarichi abusivi. L’attuale amministrazione cerca di salvare la faccia, ma così facendo persegue lo stesso obiettivo delle precedenti: eludere il problema e tirare a campare. Da tempo i politici e i funzionari del Comune vendono agli operatori turistici acqua marcia. Ora la beffa».
Luca Tomassoni
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