Esperti e sindaci: «Manca una cultura della montagna»

Appello all’attenzione e alla consapevolezza dei rischi dopo i due feriti alle Gole del Salinello e alle Cento Fonti
TERAMO. I due gravi incidenti di domenica sui Monti della Laga - gli ultimi di una lunga scia - hanno riaperto il dibattito sui rischi dell’escursionismo in montagna. L’atmosfera, tra gli esperti e tra gli amministratori pubblici, è quella che si respira dopo una tragedia sfiorata: sono in condizioni serie, ma per fortuna non più in pericolo di vita, sia la 35enne di Roseto che è scivolata per trenta metri alle Cento Fonti, nel comune di Crognaleto, sia il turista 47enne pugliese colpito da una grossa pietra alle Gole del Salinello, nel territorio di Civitella del Tronto. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che entrambi si trovassero fuori dai sentieri tracciati.
«Gli incidenti sono possibili anche in percorsi semplici, come nelle Gole», dice Massimo Fraticelli, accompagnatore di media montagna, maestro di escursionismo e guida ambientale, «è un ambiente di avventura, che viene sempre più banalizzato dalle persone. Manca una cultura dell’andare in montagna». Spiega l’esperto: «Servono attenzione e attrezzatura idonea, ma la prima regola è restare sui sentieri. Ci sono i cartelli che avvertono dei pericoli, vanno rispettati. Soprattutto alle Gole del Salinello, è necessario che gli escursionisti prendano in considerazione l’uso del caschetto. Tutti dovrebbero inoltre affidarsi alle guide. In entrambe le aree vedo troppo affollamento in alcune giornate estive».
Aggiunge il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo: «Ci sono dei pericoli nell’area delle Cento Fonti, per questo c’è il divieto, con tanto di cartelli di pericolo, di attraversare il ruscello, tra le pietre scivolose e i ripidi pendii. Mi dispiace per quanto successo, non voglio colpevolizzare la ragazza. Allo stesso modo non dobbiamo descrivere la montagna come un inferno, ma dobbiamo dire con chiarezza che bisogna fare attenzione per godere degli splendidi scenari che regala. Ma non possiamo chiuderla».
Della stessa idea il sindaco di Civitella Cristina Di Pietro: «Stiamo compiendo accertamenti sull’accaduto, faremo una verifica dei luoghi e valuteremo possibili misure, ma non è fattibile mettere un numero chiuso agli accessi in montagna. È necessario affrontare questo ambiente con l’attrezzatura adeguata e con la giusta consapevolezza dei rischi. Ci sono i cartelli e i sentieri, bisogna rispettarli».
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