Esplosione a scuola Inchiesta chiusa con cinque indagati
La procura contesta il disastro colposo alla ditta Concordia impossibile accertare se ci fu aumento di pressione del gas
TERAMO. L’unica certezza è che, qualora si dovesse arrivare ad un processo, sarà una battaglia a colpi di consulenze e perizie. Per ora la procura ha chiuso le indagini sull’esplosione della scuola materna di Piano d’Accio con un 415 bis (avviso di conclusione delle indagini) che è stato notificato a cinque tra dirigenti e tecnici della Cpl Concordia, la ditta di Modena alla quale il Comune ha affidato il servizio di manutenzione degli impianti termici nelle scuole. I cinque sono indagati per disastro colposo. La procura, sostanzialmente, contesta due cose: la celletta in cui era sistemato il contatore, il punto da cui è partita la fuga di gas, sarebbe stata realizzata irregolarmente e anche il vano caldaia presentava alcune irregolarità per quanto riguarda i sistemi di sicurezza. Nel mirino della procura c’è la griglia che dovrebbe consentire la fuoriuscita del gas verso l’esterno in caso di perdita: secondo le accuse questa griglia non era di dimensioni regolari e sarebbe stata collocata in un punto sbagliato del vano caldaia, tanto da non consentire la fuoriuscita del metano all’aria aperta. Il vano caldaia si sarebbe saturato di gas perché vi era un foro che lo metteva in comunicazione con la celletta del contatore da cui era partita la fuga, causata, secondo una perizia effettuata su incarico del pm nei mesi scorsi, dalla rottura del riduttore di pressione. La consulenza disposta dalla procura non ha permesso di individuare ulteriori presunte responsabilità e di accertare se all’origine ci sia stato un improvviso aumento di pressione del gas che avrebbe potuto provocare la rottura del riduttore di pressione. L’esplosione avvenne un’ora dopo l’uscita dei 74 bambini. La ditta, dopo l’apertura dell’inchiesta, era intervenuta con una nota per sottolineare la sua estraneità ai fatti. «Per quanto a conoscenza di Cpl Concordia», aveva scritto, «l’incidente è stato causato da un guasto che ha provocato una ingente fuoriuscita di gas che ha interessato l’impianto a monte del contatore (apparecchiature e raccordi). L’installazione e manutenzione di tale impianto di media pressione non è mai stato a carico di Cpl Concordia. Quanto alla celletta (o nicchia) in cui erano alloggiate le predette apparecchiature di media pressione, celletta che si afferma possa essere stata realizzata irregolarmente, non è in alcun modo riconducibile a Cpl Concordia che non l’ha nè realizzata nè aveva il compito di curarne la manutenzione».(d.p.)
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