Estate con pochi turisti stranieri Si punta sulle famiglie italiane

22 Aprile 2021

L’imprenditore e assessore giuliese Di Carlo: «Tour operator e strutture alberghiere sono bloccati Le persone vogliono uscire ma pesa l’incertezza sulle riaperture e sulla reale possibilità di viaggiare»

GIULIANOVA. La stagione turistica è ormai alle porte e Marco Di Carlo, imprenditore del settore alberghiero e assessore al turismo del Comune di Giulianova, fa il punto della situazione, non nascondendo una certa preoccupazione.
«L'incertezza sulle riaperture rappresenta per noi imprenditori del settore alberghiero e turistico una grande problematica», dice Di Carlo, «noi saremmo stati pronti a partire già dal mese di maggio. Personalmente avevo già l'hotel pieno di prenotazioni, compreso il ponte del primo maggio: questo perché le persone non vedono l'ora di uscire, ma nell'incertezza, si sono trovate costrette a disdire. Quando muovi 50 o 100 persone non lo puoi decidere dall'oggi per il domani, se parliamo di strutture ricettive». Continua l'assessore e imprenditore giuliese: «Il problema è che a tutt'oggi, non essendoci chiarezza e certezze sulle date di riapertura e sulla reale possibilità di poter tornare a viaggiare per turismo, le strutture, i tour operator e gli organizzatori, sono bloccati e impossibilitati a concretizzare e di conseguenza anche le persone desistono nel prenotare la propria vacanza».
Marco Di Carlo, in qualità di imprenditore del settore del turistico pensa alla promozione del territorio come maggiore risorsa sulla quale investire in maniera prioritaria, in questo particolare momento, con l'emergenza sanitaria in corso: «Ci stiamo preparando, come categoria, con l'obiettivo di promuovere al massimo il nostro territorio, assicurando dei servizi a misura di turista, che tengono conto dell'esigenza del momento storico che stiamo vivendo: saremo pronti per giugno, periodo in cui la stagione di fatto partirà, in concomitanza con la chiusura delle scuole. A oggi non è pensabile di poter lavorare con i mercati esteri; l'anno scorso abbiamo avuto solo il 3% di presenze e per quest'anno si prevede anche meno. Pertanto, dobbiamo puntare tutto sul turismo nazionale e familiare. L'anno scorso, purtroppo, fra maltempo ed emergenza sanitaria abbiamo iniziato a luglio, con tutte le penalizzazioni che ha apportato questo ritardo. Riguardo la promozione del territorio», conclude Di Carlo, «ci avvarremo di strumenti e mezzi molto incisivi e su un programma strutturato sul quale stiamo lavorando, rivolto al mercato nazionale. In sinergia con la consulta del turismo con la quale stiamo condividendo dei progetti di marketing, avvalendoci del contributo delle agenzie di comunicazione: ne abbiamo ascoltate tante e ne abbiamo individuato due, riconducibili al territorio del teramano. Non abbiamo ancora formalizzato e né abbiamo provveduto all'impegno di spesa, ma lo faremo nei prossimi giorni».
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