Estorsione con finte foto hard Patteggia ex guardia giurata

14 Marzo 2015

Due anni e tre mesi a un uomo che si era fatto dare 3.500 euro da un professionista di Bellante facendogli credere di essere in possesso di immagini compromettenti della moglie

TERAMIO. Aveva architettato un ricatto a luci rosse, millantando di possedere foto compromettenti di una signora sposata, ma era stato arrestato mentre si faceva consegnare il denaro dal marito della donna. Tutto questo accadeva nell’agosto scorso e ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare Giovanni de Rensis, l’uomo ha patteggiato una pena di due anni e 3 mesi di reclusione per il reato di estorsione. Protagonista della vicenda una ex guardia giurata, Giovanni D’Addetta , 43 anni, difeso dall’avvocato Gianfranco Di Marcello, che lo scorso anno aveva preso di mira un professionista bellantese al quale aveva fatto credere di essere in possesso di foto che ritraevano la moglie in atteggiamenti compromettenti. In realtà in quelle fotografie non c’era nulla che potesse essere riferito alla moglie del professionista e peraltro non mostravano niente di compromettente, ma l’ex guardia giurata aveva comunque tentato di ricavarci del denaro. In più riprese si era messo in contatto con il professionista minacciando di divulgare le presunte foto-scandalo che avrebbero compromesso la reputazione della moglie diffondendole sulla rete. Il professionista aveva fatto finta di cedere al ricatto e si era detto disposto a versare la somma richiesta in cambio della distruzione delle immagini. Aveva quindi accettato di darsi appuntamento con D’Addetta nelle campagne bellantesi per consegnargli il denaro, ma nel frattempo aveva avvertito i carabineri di quando stava accadendo e, su indicazione dei militari, aveva provveduto a fotocopiare ciascuna delle banconote che avrebbe dovuto dare a D’Addetta. Era quindi scattata la trappola e nei pressi del luogo convenuto per lo scambio si erano appostati i carabineri per cogliere in flagrante l’ex guardia giurata. Una volta avvenuta la consegna– quindi a reato già consumato – i militari erano intervenuti arrestando D’Addetta per estorsione, accusa provata dalle fotocopie delle banconote che il professionista aveva dato ai carabinieri. A qual punto era stato possibile anche accertare che le presunte foto-scandalo non avevano nulla di compromettente.

Alcuni giorni prima dell’arresto a Bellante, D’Addetta era stato denunciato per furto a Tortoreto, dove risiede. Secondo le accuse aveva sottratto la borsetta a una donna che l’aveva poggiata sul tappetino dell’auto mentre era in sosta sulla statale 16. D’Addetta aveva notato la borsetta e, sporgendosi dentro l’abitacolo dal finestrino aperto, l’aveva presa e si era allontanato. Era stato poi rintracciato ed era stato denunciato per il furto e per porto abusivo di arma perché era ancora in possesso della pistola che aveva in dotazione quando era in servizio come guardia giurata.(e.a.)

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