Estorsioni in Calabria, arresto a Teramo

1 Ottobre 2022

Maxi operazione contro la 'ndrangheta: in cinque accusati di chiedere soldi e minacciare imprenditori di Vibo Valentia

TERAMO. L’accusa, pesante, è quella di estorsione ai danni di imprenditori aggravata dal metodo mafioso: tocca anche Teramo la maxi operazione con 5 arrestati e 12 indagati che arriva da Vibo valentia e porta la firma del procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri. Nella giornata di ieri i carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, con il supporto dei comandi provinciali di Novara, Teramo e Benevento, hanno eseguito la misura cautelare in carcere a carico di cinque persone nei cui confronti la Procura ipotizza gravi indizi di colpevolezza in relazione ad alcuni episodi estorsivi, aggravati dal metodo mafioso, commessi a Vibo Valentia fra il 2009 e il 2022. Altre sette persone sono indagate.
I cinque arrestati, tutti di Vibo, sono Domenico Macrì, di 38 anni; Michele Pugliese Carchedi, 38 anni; Andrea Ruffa, 28 anni, Domenico Serra, 30 anni, e Michele Manco, 34 anni, già detenuto nel carcere teramano di Castrogno e dove gli è stata notificata l’ordinanza. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Catanzaro Maria Cristina Flesca su richiesta della Procura-Direzione Distrettuale Antimafia, guidata da Nicola Gratteri. Dalle indagini, che si sono avvalse anche di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sarebbe emerso un giro di estorsioni che sarebbero avvenute tra il 2009 e il 2022 nel territorio di Vibo Valentia. Il primo episodio, per circa 20 mila euro, è stato portato avanti ai danni di un'impresa edile e di movimento terra. Tra il 2015 ed il 2017, è stata la volta di un altro episodio verso una ditta di raccolta rifiuti aggravato anche dalla distruzione di un autocompattatore e da una minaccia con pistola. Altri episodi, sempre secondo l’accusa della Procura, si sono verificati ai danni di imprese edili, una delle quali impegnata nei lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Tra gli indagati c’è un uomo già coinvolto nella maxi operazione Rinascita-Scott. SEcondo l’accusa l’uomo, una volta scarcerato, avrebbe ripreso l'attività di estorsione fino al nuovo arresto avvenuto quest'anno dopo la condanna in abbreviato nel processo alle cosche del vibonese. Dalle indagini, sempre secondo la versione dell’accusa, sarebbe emerso uno spaccato sul controllo esercitato dalla 'ndrangheta nel settore della raccolta dei rifiuti nel territorio di Vibo Valentia.(d.p.)
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