Ex collegio reso inagibile, la Asl vince contro l’Anas dopo 15 anni

La Suprema corte riconosce che lo scavo delle gallerie del Lotto zero causò danni da 6 milioni di euro Rimandati gli atti in Appello, ora si attende la sentenza. Ma ormai lo stabile è diventato un rudere
TERAMO. Meglio tardi che mai, un vecchio detto che si può applicare a uno stabile della Asl altrettanto vecchio: l’ex collegio Ventilj di Porta Romana.
La Asl nel corso dell’ultimo decennio ha sostenuto una battaglia a colpi di carta bollata contro l’Anas, in quanto lo stabile venne seriamente danneggiato dagli scavi delle gallerie del Lotto zero. E finora era sempre stata sconfitta. Ma adesso la Cassazione ha ribaltato la situazione.
In sostanza la Cassazione dice che c’è una correlazione fra i danni, che hanno causato l’inagibilità dello stabile di 14mila metri cubi, e lo scavo delle gallerie, ritenendo che la richiesta di risarcimento da 6 milioni di euro sia congrua. Per questo rinvia gli atti in corte d’Appello per rivedere il processo, da cui è possibile, a questo punto, che scaturisca sentenza positiva. Probabilmente la Asl presenterà una perizia in cui si attesta che la situazione nel frattempo è di molto peggiorata, chiedendo anche un aumento della cifra chiesta per risarcimento.
Lo stabile da anni è vuoto, il tetto è sfondato da un paio d’anni e la struttura sta cedendo, tanto che è per la gran parte ingabbiata da impalcature. Il collegio Ventilj ha subito infatti la stessa sorte di molte case di qual tratto di corso Porta Romana con gli scavi per la realizzazione delle gallerie dello svincolo del Lotto zero. Fu proprio la Asl, per prima, a segnalare all’Anas che l’azione delle trivelle stava causando danni all’immobile. Così come molti altri proprietari, l’azienda sanitaria all’epoca, era il 2003, citò in giudizio l’Anas per i danni. Ma nel dicembre del 2007 il tribunale di Teramo respinse la richiesta da 7 milioni e mezzo di euro. In sostanza l’Anas, ente titolare dell’appalto, non venne individuato come responsabile del dissesto provocato all’immobile. Secondo il giudice le responsabilità delle lesioni erano da attribuire a chi ha realizzato i lavori. Ma nel corso degli anni l’opera è passata sotto il controllo di più aziende, poi fallite. Non è valso a nulla nemmeno il ricorso in appello: nel 2013 c’è stata una nuova sentenza negativa. Sorte diversa, invece, hanno avuto molte cause avviate nello stesso periodo dai proprietari degli edifici vicini, che hanno ottenuto i rimborsi dall’Anas.
Qualunque sia la nuova sentenza, il destino dello stabile appare segnato. E’ talmente ammalorato che ci vorrebbero decine di milioni per recuperarlo e certamente non per fini sanitari per cui gli standard di sicurezza sono molto alti. Non si può però nemmeno abbatterlo perchè è un immobile vincolato. Ora, intanto, la Asl deve spendere quasi 400mila euro per mettere in sicurezza le due strutture fatiscenti in città: appunto l’ex collegio e l’ex manicomio in cui ancora non partono i lavori di recupero del Masterplan.
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