Ex manicomio, tornano i fondi Lavori sbloccati per la cittadella

Il rettore: «I contatti con la Regione confermano il ripristino del finanziamento da 30 milioni» Il nuovo cronoprogramma prevede la prima gara d’appalto all’inizio del 2022, poi via al cantiere
TERAMO. Per l’Università di Teramo è imminente il ritorno dei 30 milioni di euro di fondi Masterplan destinati al recupero dell’ex manicomio di Teramo ma trasferiti un anno fa dalla Regione per fronteggiare l’emergenza Covid. Con lo stanziamento, l’ateneo può avviare il cantiere del recupero dell’antico complesso teramano e la creazione della nuova cittadella della cultura. L’obiettivo è di far partire i lavori nel 2022.
«Il ripristino dei fondi era previsto per la prima metà del 2021», spiega il rettore Dino Mastrocola, facendo riferimento alla sospensione temporanea del finanziamento sottoscritto un anno fa anche dall’Università, poi continuando: «Non ho motivo di dubitare del ripristino delle somme come previsto, viste anche le interlocuzioni avute con gli esponenti della Regione».
Il rettore si dice quindi «ottimista» sullo sblocco della pratica e tenta di fissare un nuovo cronoprogramma, dopo che le tempistiche iniziali, che prevedevano il via ai lavori già nel 2020, sono tutte saltate a causa anche e soprattutto della pandemia. «Del finanziamento originario abbiamo tenuto il 7%, con il quale stiamo portando avanti la progettazione definitiva dell’opera. Per l’ulteriore passaggio è necessario il ripristino dei fondi: il progetto esecutivo potrebbe quindi essere pronto e approvato già all’inizio del 2022. A quel punto potrà partire la prima gara d’appalto, che sarà europea viste le cifre in ballo e che necessiterà di qualche mese per essere espletata. Poi finalmente i lavori».
Nel frattempo, però, si dovranno anche cercare altre risorse per completare il grande progetto della cittadella della cultura: «È importante riuscire a ottenere la piena copertura dell’intervento, con ulteriori 20 milioni di euro dalle risorse del Recovery Plan», dice Mastrocola.
Il progetto è davvero ambizioso. Nel grande e antico complesso è previsto infatti il trasferimento di diverse attività dell’Università, afferenti soprattutto alla facoltà di scienze della comunicazione. Ma la cittadella della cultura sarà per tutti, con la realizzazione di spazi culturali e didattici fruibili dalla cittadinanza.
L’opera era tornata da marzo al centro del dibattito, con un’interrogazione in consiglio regionale, per la quale il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis aveva ripercorso le tappe della vicenda, promettendo un «definanziamento soltanto temporaneo» e parlando di «significativi scostamenti dal cronoprogramma originario e oggettivi ritardi e criticità nella attuazione dell'intervento». Il rettore aveva però risposto che i «ritardi nella pratica non sono dovuti a inadempienze dell’università, ma ai passaggi burocratici, alcuni imprevedibili, di un’opera estremamente complessa».
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