Ex manicomio, è di nuovo stallo: in ritardo sia il progetto sia i fondi

Non c’è ancora lo studio definitivo ed esecutivo del recupero annunciato per agosto dall’ateneo E la Regione non ha ripristinato il finanziamento da 30 milioni. D’Alberto: «Basta con l’incertezza»
TERAMO. In estate era stata annunciata un’accelerazione, in autunno sta assumendo i contorni di una frenata, l’ennesima. Sembra infatti entrata di nuovo in stallo la pratica per la grande opera che potrebbe cambiare il volto della città di Teramo, ossia il recupero dell’ex manicomio di Sant’Antonio per farne una cittadella della cultura. Nel grande complesso di Porta Melatina oggi abbandonato è previsto il trasferimento di diverse attività dell’Università, soprattutto riguardanti la facoltà di Scienze della comunicazione, ma anche la nascita di spazi culturali e didattici fruibili dalla cittadinanza.
L’Università di Teramo, che è soggetto attuatore dell’opera, tra luglio e agosto attraverso il delegato all’intervento e preside della facoltà di Scienze della comunicazione Christian Corsi dava per imminente – già entro la fine del mese di agosto – la redazione e quindi l’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo del recupero dell’imponente struttura, per avviare la gara d’appalto per i lavori entro fine anno, cioè in anticipo rispetto al cronoprogramma prospettato solo pochi mesi prima dall’ateneo. Ma a metà ottobre passato, il progetto definitivo ed esecutivo non risulta ancora essere stato consegnato.
Sempre a inizio agosto, la Regione, attraverso l’assessore Pietro Quaresimale, rispondeva alle polemiche del centrosinistra smentendo di aver “scippato” i fondi previsti per il recupero dell’ex manicomio e annunciava l’imminente ripristino del finanziamento per la grande opera. In ballo ci sono 27,9 milioni di euro, cioè il 93% dell’originario finanziamento Masterplan da 30 milioni di euro per l’ex manicomio, dirottati dalla Regione alla gestione delle spese legate alla pandemia. Quei 27,9 milioni non risultano ancora tornati nella disponibilità dell’Università di Teramo.
«Basta incertezza su un’opera che rappresenta un passaggio fondamentale per rendere organico il progetto di riqualificazione e rilancio della città di Teramo», commenta, interpellato sull’argomento, il sindaco Gianguido D’Alberto, «vogliamo garanzie su tempistiche e fondi, questo intervento non può più attendere».
Quindi il primo cittadino direttamente all’Università: «Confidiamo che i ritardi non arrivino a compromettere l’opera e per questo ribadisco la disponibilità del Comune a supportare l’ateneo». Poi alla Regione: «Pretendiamo che ripristini urgentemente il finanziamento per l’opera. Si tratta di fondi che non possono essere sottratti alla città».
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