Ex Mercatone di Scerne: un monumento al degrado

24 Marzo 2021

La struttura è chiusa e abbandonata da due anni. I 40 dipendenti sono ancora in cassa integrazione, si spera di trovare un compratore che salvi i posti di lavoro

PINETO. Sale l’appello alle istituzioni locali e regionali per salvare dal degrado lo stabile dell’ex Mercatone Uno di Scerne di Pineto. A distanza di due anni dalla sua chiusura, derivata dal fallimento della società proprietaria “Shernon Holding”, e dopo l’arrivo dell’amministrazione straordinaria e dei commissari, il futuro per i quaranta lavoratori è ancora incerto. Potranno godere ancora della cassa integrazione fino al 23 novembre grazie al decreto “Genova” emanato dal Governo per sostenere le imprese genovesi (come per l’appunto il Mercatone) a causa del crollo del ponte Morandi. Ma è solo un caso fortunato. Gli ultimi mesi, contraddistinti dall’emergenza sanitaria, non hanno di certo aiutato a far sì che un nuovo compratore si facesse avanti. Adesso la partita dovrà essere giocata anche con l’aiuto delle istituzioni.
Ad esserne certa è la rappresentante aziendale della Filcams Cgil Nerina Alonzo, che ha evidenziato: «Tutto è ancora possibile, ora la parte più importante la devono fare gli enti locali come Comune, Provincia e Regione al fine di creare le condizioni per una rinascita dei magazzini commerciali sul territorio abruzzese e di Pineto. Uno dei commissari aveva accennato alla possibilità di cessione ad aziende che vogliono attuare forme di lavoro cooperativo. Stiamo aspettando che si attenui l’emergenza da Covid per incontrare il nuovo assessore regionale alle attività produttive Daniele D'Amario e per capire le ipotesi ancora possibili. Al momento», conclude la rappresentante dei lavoratori, «siamo entrati in carico all’Anpal (l’agenzia nazionale per le politiche del lavoro, ndc)e saremo appetibili per essere assunti».
Mentre la politica e i lavoratori cercano un punto di incontro per risolvere la questione, la struttura di Scerne piomba nel degrado più totale. Un camion che era adibito alle consegne giace sventrato e distrutto in un angolo del parcheggio. I carrelli sono tutti ossidati e la vegetazione spontanea sommerge il parco e il giardino all’ingresso del centro. Le pareti del retro sono scrostate e le tende bianche e gialle completamente strappate. Dove prima sul tetto c’erano le bandiere che sventolavano adesso rimangono solo le aste, i cornicioni sono pericolanti, un tabellone pubblicitario ormai aperto dal vento forse solo un domani tornerà a proporre offerte. Sono tre punti i vendita abruzzesi chiusi nello scorso maggio 2019. I dipendenti ex Mercatone lasciati a casa, in tutta Italia, sono 1.860, di cui 105 in Abruzzo (una quarantina a Scerne, 29 a San Giovanni Teatino e altrettanti a Colonnella).
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