Ex Monti, il giudice dispone un’altra perizia
Il consulente tecnico della corte d’appello ha ricalcolato la volumetria dei fabbricati sotto inchiesta
ROSETO. Continua la lunga vicenda giudiziaria relativa a un presunto abuso edilizio nell’area ex Monti a Roseto. Dopo l’assoluzione di tutti gli imputati nel processo di primo grado, il 2 novembre 2016, sia la Procura sia l’imprenditore Alberto Rapagnà, che si era costituito parte civile nel processo, hanno presentato ricorso in Appello dove è in corso il processo di secondo grado. Ieri mattina, intorno alle 8.30, il consulente tecnico d’ufficio Francesco La Rovere, incaricato dal giudice della corte d’appello dell’Aquila Armanda Servino, si è recato nelle tre palazzine dell’area ex Monti per rilevare le misure dei fabbricati. Il perito presenterà la sua consulenza tecnica nella prossima udienza prevista per lunedì 20 maggio. Dopo tre udienze da inizio 2017 a oggi (l’ultima mercoledì 20 marzo), quella del 20 maggio dovrebbe essere l’ultima prima della pronuncia della sentenza sul presunto abuso.
«Nel progetto del Prusst ex Monti si erano perse le carte relative alle misure dei fabbricati», spiega Rapagnà, «e così si è deciso di nominare un nuovo consulente tecnico d’ufficio per rilevare le misure». Il presunto abuso, per il quale erano finite a processo sette persone, è quello relativo al Prusst (programma di riqualificazione urbana) “La città lineare della costa” all’interno del quale, secondo la Procura, erano state realizzate tre palazzine con volumetrie in eccesso rispetto al progetto approvato.
L’inchiesta era partita, diversi anni fa, da una denuncia dello stesso Rapagnà, che si era costituito parte civile nel processo: dopo richieste di archiviazione, entrambe respinte dal gip, erano finiti davanti ai giudici i sette imputati (costruttore, progettisti, dirigenti e tecnici comunali), che a vario titolo ed in base alle diverse posizioni dovevano rispondere di reati che vanno dall’abuso edilizio all’abuso d’ufficio al falso. (l.v.)
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