Ex sindaco Pompizi, caduti in prescrizione i reati di falso e abuso

Sant’Omero, dissesto in Comune: non doversi procedere anche per l’allora assessore Papa e tre tecnici dell’ente
TERAMO. È una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione a chiudere in primo grado la vicenda giudiziaria nata dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, poi sospesa dal Tar, dell’ex giunta comunale di Sant’Omero guidata dall’allora sindaco Alberto Pompizi. La sentenza è stata pronunciata ieri dal tribunale in composizione collegiale (presidente Domenico Canosa, a latere Monica Susi e Carla Fazzini) nei confronti di Pompizi, di Stefano Papa, ex assessore al bilancio e alle finanze, di Serafino Viscioni, all’epoca dei fatti ragioniere addetto all’ufficio ragioneria del Comune e responsabile del procedimento, di Christian Francia, all’epoca responsabile del servizio finanziario pro-tempore del Comune e di Livia Mirenda, all’epoca revisore dei conti pro-tempore del Comune. La Procura (fascicolo del pm Luca Sciarretta ora a Pescara) per tutti aveva ipotizzato i reati di falsità materiale, falsità ideologica e abuso d’ufficio in concorso. Così si legge nel capo d’imputazione: «Alteravano la reale prospettazione dei dati finanziari del Comune di Sant’Omero e, segnatamente al saldo finanziario dell’anno 2011, che invece di essere pari a + euro 177.000,00 era pari a - euro 277.000,00, al fine di dissimulare il mancato rispetto del patto di stabilità per l’anno 2011 in misura pari a - euro 441.000,00 contro un saldo obiettivo 2011 pari a + euro 164.000,00, con ciò intenzionalmente arrecando un danno economico ingiusto allo Stato italiano e al Comune di Sant’Omero e procurando a sè e agli altri il vantaggio patrimoniale costituito dall’avere evitato l’applicazione delle seguenti sanzioni previste dalla legge per gli anni successivi in caso di violazione del patto di stabilità: divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti, riduzione di trasferimenti erariali in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato». Di recente si è espressa anche la Corte dei Conti che ha rigettato il ricorso della Procura generale contro l’assoluzione in primo grado di Pompizi, Papa, Francia e Mirenda (nel procedimento davanti alla stessa Corte) scrivendo: «non si ritiene sia stato raggiunto quel minimo di certezza necessario a far ritenere provato l’assunto della Procura». Nel collegio difensivo gli avvocati Guglielmo Marconi, Gabriele Rapali, Marco Pierdonati e Valentina Alcini.
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