Ex Tercas, D’Alberto in campo «Lottiamo per salvare le filiali»

19 Ottobre 2020

Il sindaco di Teramo con il collega di Pescara Masci chiede un incontro ai nuovi vertici dell’istituto «La presenza in Abruzzo è un punto di forza nella prospettiva della costruzione di una banca del sud»

TERAMO. «Il recente rinnovo delle cariche sociali della Banca Popolare di Bari pone il Comune di Teramo, il Comune di Pescara, le rispettive Province e l’intero territorio abruzzese dinanzi a una sfida che non è solo quella di pretendere con forza la giusta rappresentanza territoriale negli organi amministrativi della banca pugliese, ma soprattutto quella del mantenimento dei posti di lavoro e della presenza delle filiali in provincia di Teramo, in provincia di Pescara e in tutta la regione».
Comincia così una nota del sindaco di Teramo, e presidente regionale dell’Anci, Gianguido D’Alberto, che invita tutte le forze del territorio a mobilitarsi per evitare i tagli prospettati dal piano di salvataggio della Bpb, l’istituto che dopo aver incorporato Tercas e Caripe è stato commissariato da Bankitalia e del quale sono stati appena rinominati i vertici (la scorsa settimana l’assemblea dell’istituto ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione con Giovanni De Gennaro, ex presidente di Leonardo, nuovo presidente, e Giampiero Bergami amministratore delegato, ndr.).
D’Alberto spiega: «Così come prospettato, il nuovo assetto territoriale dell’istituto di credito ha previsto il taglio di 15 filiali in Abruzzo: otto in provincia di Teramo, quattro in provincia dell’Aquila, due a Pescara e una a Chieti. Nel complesso, invece, lo stesso piano prevede il taglio di otto filiali nelle Marche, cinque in Campania, due in Puglia e uno in Basilicata. Il cinquanta per cento dei tagli disposti grava sulla nostra regione. Una prospettiva», rimarca il sindaco di Teramo, che non si concilia con il ruolo che la nuova realtà bancaria barese dovrà assolvere come “banca del sud”. In tal caso la presenza delle filiali e di personale sulle aree abruzzesi deve essere vista come punto di forza da valorizzare.
Un punto di forza erano le filiali abruzzesi erano al momento dell’incorporazione di Tercas e Caripe, ragiona il sindaco, questo a maggior ragione sono ora, in un contesto in cui la ricostruzione sta prendendo le mosse dopo le ultime novità normative. «In tal senso, solo attraverso un più consolidato radicamento locale dell’istituto bancario, le realtà economiche e sociali potranno percepire la prossimità e la validità della nuova offerta bancaria, con il valore aggiunto della capillarità territoriale».
D’Alberto, in qualità anche di presidente di Anci Abruzzo, l’associazione nazionale dei sindaci, insieme al sindaco di Pescara Carlo Masci, annuncia che chiederà a strettissimo giro di incontrare i nuovi vertici della Banca Popolare di Bari «per portare avanti questa iniziativa anche attraverso un’interlocuzione che consenta di conoscere gli obiettivi del management dell’istituto barese sul mantenimento dei dipendenti e sull’organizzazione delle filiali, rivendicando con forza e determinazione la centralità dell’Abruzzo nella realizzazione del nuovo piano di sviluppo». Parallelamente D’Alberto e Masci torneranno a chiedere «la convocazione quanto prima di una riunione con il governatore della Regione Abruzzo affinché si possa sviluppare una piattaforma di confronto che tenda a porre al centro dell’agenda politica la nascita di realtà bancarie a forte vocazione territoriale. È necessario però», conclude il sindaco di Teramo, «che su tale argomento si coinvolgano tutte le rappresentanze istituzionali, dai Comuni, alle Province, alla Regione; così come è doveroso che facciano ora sentire la loro voce anche i rappresentanti abruzzesi in Parlamento; perché su questo che è sicuramente un punto centrale per il futuro economico dell’Abruzzo, la compattezza delle posizioni e la uniformità delle azioni possono conferire ad essi il ruolo di presidio del territorio e dare rilievo, autorevolezza e forza alle rivendicazioni».(red.te)
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