Fabbriche in disuso saranno trasformate in spazi commerciali

1 Dicembre 2021

Il consiglio comunale applica il testo unico della Regione L’assessore Giuliani: nuove opportunità di lavoro e sviluppo

ATRI . Ex fabbriche e capannoni dismessi saranno trasformati in spazi commerciali e supermercati per la media distribuzione. Il consiglio comunale di Atri ha deliberato, infatti, il recepimento del testo unico in materia di commercio (legge regionale 31 luglio 2018 n. 23) che consentirà di semplificare e agevolare le procedure urbanistiche per nuovi insediamenti, produttivi o commerciali, nonché al recupero, per le stesse finalità, di strutture edilizie dismesse.
Il tutto nel rispetto dei criteri di localizzazione, nonché dei parametri di insediabilità urbanistica previsti nel piano regolatore generale. L’assessore al commercio Alessandra Giuliani evidenzia che «la norma che il consiglio, in maniera molto lungimirante, ha recepito di recente persegue l’obiettivo di una più proficua integrazione tra la pianificazione urbanistica del territorio e la programmazione commerciale, in osservanza dei valori architettonici e ambientali già in vigore. Sin dall’inizio del suo mandato questa amministrazione ha promosso le attività produttive e il commercio, soprattutto all’interno dei centri storici sia del capoluogo che delle frazioni, agevolandone lo sviluppo attraverso una politica integrata di promozione culturale e socio-economica della città».
Secondo l’amministratrice, tra l’altro, «le peculiarità del nostro territorio rendono necessario favorire l'appetibilità dei nostri siti anche più periferici al fine di consentire il recupero, la trasformazione o la nuova istituzione di insediamenti che possano portare benefici alla nostra città sotto forma di incremento dei posti di lavoro e attrazione delle economie». Tra le strutture da rigenerare e destinare ad accogliere nuovi insediamenti c’è, ad esempio, l’ex fabbrica di cucine Iezzi che da produttiva e potrà diventare commerciale, ma ci sono tanti capannoni vuoti e da riutilizzare all’interno del nucleo industriale. Giuliani tiene a precisare che non si tratta di aprire nuovi centri commerciali ad Atri, bensì di nuove aree sfruttabili al posto di strutture ormai chiuse per cessata attività o che si sono trasferite altrove.
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