Fagnano: «E’ il momento di fare la scelta Se ci crediamo saremo i migliori d’Abruzzo»

11 Giugno 2017

«Se vogliamo fare il salto di qualità e dare un po’ di più alla sanità teramana dobbiamo perlomeno accorpare i reparti per acuti». Il direttore generale Roberto Fagnano è chiaro: «la mia idea è di...

«Se vogliamo fare il salto di qualità e dare un po’ di più alla sanità teramana dobbiamo perlomeno accorpare i reparti per acuti». Il direttore generale Roberto Fagnano è chiaro: «la mia idea è di fare il primo ospedale d’Abruzzo: possiamo diventare i migliori: l’ambizione è questa, bisogna crederci». Ci sono tanti motivi – elenca il manager – per fare la nuova struttura: dal fatto che gli ospedali di Teramo, Atri e Giulianova non sono antisismici ed è impossibile un loro adeguamento, al fatto che vanno in pensione in media 160 dipendenti all’anno e per quanti concorsi si facciano, dopo 8 anni di blocco del turn-over, non si riuscirà mai colmare il gap. «E’ arrivato il momento di prendere una decisione, il rischio è un abbassamento del livello della qualità teramana inesorabile», ammonisce Fagnano (nella foto con Paolucci).Dalla platea molti hanno condiviso l’impostazione, come Giuliano Lucenti, presidente del coordinamento dei comitati di quartiere o come il capogruppo Pd Gianguido D’Alberto che però osserva: «indebolendo Teramo si indebolisce tutta la provincia». La necessità di un tavolo di confronto è stata evidenziata da Pancrazio Cordone, segretario Fp Cgil, mentre Antonio Topitti si è detto contrario a un nuovo ospedale, chiedendo di mettere a norma il Mazzini. Infine dubbi sul ricorso al project financing di Serafino Pulcini, ex parlamentare e presidente Ance.