False revisioni di autobus, assolto il direttore della Motorizzazione

Ribaltata la sentenza che in primo grado aveva condannato Massaro a un anno e quattro mesi Nel 2013 il funzionario era stato sospeso per due mesi dal servizio durante le indagini
TERAMO. Sei anni per stabilire processualmente che nel suo lavoro ha sempre rispettato le normative. La Corte d’appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza di condanna di primo grado assolvendo con la formula più ampia il direttore della Motorizzazione di Teramo Giancarlo Massaro dall’accusa di falso ideologico per cui nel 2016 era stato condannato ad un anno e quattro mesi. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Armando De Aloysio.
Il funzionario, assistito dall’avvocato Federica Benguardato, era finito a processo (in primo grado) con le accuse di falso ideologico e abuso d'ufficio nell'ambito di un’inchiesta della Procura teramana su presunte false revisioni di autobus e camion. Accuse che nell’ottobre del 2013 costarono a Massaro, nella sua veste di direttore della motorizzazione civile di Teramo, la sospensione per due mesi dal servizio disposto dal giudice. Nel processo di primo grado era caduta l’accusa di abuso d’ufficio, reato per il quale lo stesso pubblico ministero titolare del fascicolo Davide Rosati, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto l'assoluzione. Che non ci fosse l’abuso ne era stato convinto, nella fase delle indagini preliminari, anche il gip Domenico Canosa che nel provvedimento di sospensione di due mesi dal servizio non aveva riconosciuto la sussistenza di tale reato, sostenendo che non fosse stata ravvisata l'intenzione del dirigente di avvantaggiare l'altra parte, cioè le aziende proprietarie dei bus e dei camion.
A far partire le indagini, nel 2013, erano state le segnalazioni di alcuni cittadini residenti vicino al deposito dell'Arpa, che avevano denunciato i cattivi odori legati al costante via vai di mezzi. Da qui l'avvio di tutta una serie di controlli che avrebbero permesso di accertare come presso la Motorizzazione molti autobus venissero revisionati senza utilizzare l'opacimetro, strumento ritenuto necessario per verificare l'emissione dei fumi. Un utilizzo che invece, secondo l’accusa della Procura, compariva nei documenti rilasciati dalla Motorizzazione. «Non ho mai favorito nessuno e nel fare le revisioni a bus e camion ho applicato una prassi consolidata dal 1999»: si era difeso Massaro davanti ai giudici in una delle udienze del processo di primo grado.
Così commenta l’avvocato Benguardato: «Sei anni e due processi hanno dimostrato il pieno rispetto delle normative da parte dell’ingegner Massaro nel suo ruolo di dirigente della Motorizzazione».
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