Farmacia comunale e società Patrimonio pesano sul bilancio

Giorgini: «L’attività non va come dovrebbe, sarà trasferita Il debito della municipalizzata è ancora di 100mila euro»
GIULIANOVA. La farmacia comunale, negli ultimi anni, ha avuto dei problemi e il Comune vanta dei crediti nei suoi confronti, mentre il piano di risanamento della Giulianova Patrimonio, approvato in consiglio comunale nel 2021, ad oggi non è andato a buon fine. È quello che è emerso nell’ultimo consiglio comunale di Giulianova, dove è stato approvato il bilancio consolidato (che indica lo stato finanziario delle partecipate del Comune) del 2023. IL documento indica che la situazione è ancora critica, come ha confermato l’assessore al bilancio Paolo Giorgini.
«La farmacia purtroppo non va come dovrebbe andare», spiega Giorgini, «e di conseguenza il Comune non ha a disposizione le risorse che sarebbero dovute arrivare dall’attività. Speriamo di rilanciarla con il suo spostamento, previsto nell’area dell’ex Sadam entro la fine del 2026». Per quanto riguarda invece la Giulianova Patrimonio il debito è sceso dai 400mila euro del 2021 ai 100mila euro attuali, ma l’amministrazione punta al pareggio di bilancio entro giugno 2025. «Vediamo il bicchiere mezzo pieno», aggiunge Giorgini, «ovvero la riduzione del debito, ma è chiaro che bisogna arrivare almeno al pareggio. Per questo stiamo optando per le esternalizzazioni di servizi fino a qualche mese fa in capo alla Giulianova Patrimonio, ad esempio quello della manutenzione del verde urbano, orizzontale e verticale, già affidato a una ditta privata». Diversi consiglieri di opposizione, però, hanno espresso dubbi sull’esternalizzazione del verde, a causa della quale quattro lavoratori interinali della Giulianova Patrimonio rischiano di non essere assunti dalla nuova ditta. «È un settore così delicato il verde pubblico che è meglio avere dipendenti qualificati che se ne occupano costantemente, con una seria programmazione dei lavori e con risorse sufficienti», ha detto il consigliere Franco Arboretti, «la base d'asta invece è decisamente insufficiente, circa 600mila euro. Con il ribasso del 30 per cento ne verranno dati molto meno, ed ecco perché i quattro interinali rischiano il licenziamento. Quanto alla qualità del servizio staremo a vedere».
Nell’ultima seduta, inoltre, il Partito democratico, con i consiglieri Alessandra Matone e Oreste Marchionni, ha presentato una comunicazione urgente in merito agli scuolabus ancora abbandonati nell’ex scuola di via Lepanto e un ordine del giorno urgente sulla situazione delle Case Ater in via Di Vittorio. Mentre su gli scuolabus c’è stata una discussione, la maggioranza si è opposta alla discussione dell’ordine del giorno sulle case Ater perché, a suo avviso, l’ordine del giorno non è arrivato entro i termini prescritti nel regolamento comunale, ovvero 48 ore prima della seduta. «Noi lo abbiamo presentato sabato», precisa nella nota il Pd, «e dunque nei tempi. Essendosi fatto portatore delle istanze di alcuni cittadini che vivono da anni gravi disagi abitativi, il Pd ha conferito carattere d’urgenza al suo ordine del giorno e ha avanzato, con spirito costruttivo, l’idea di costituire un tavolo di lavoro tra i vari attori coinvolti. Non comprendiamo dunque la necessità di un rinvio».
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