FdI: «Area del Borsacchio tagliata per l’immobilismo del Comune»

6 Gennaio 2024

Il partito: «In 18 anni non sono state varate le regole per gli interventi consentiti nella zona protetta» Oggi parte la raccolta di firme delle associazioni ambientaliste contro il piano di ridimensionamento

ROSETO. «La scelta di ridimensionare la riserva non cade dal cielo, come qualcuno erroneamente vorrebbe far passare, ma è una conseguenza diretta dell’immobilismo che per 18 anni ha gravato sulle spalle dei residenti e di chi ha proprietà in quelle aree». È il pensiero di Fratelli d’Italia che ha Francesco Di Giuseppe come rappresentante in consiglio, in merito all’emendamento approvato in consiglio regionale che ha ridotto la riserva, un emendamento che però viene criticato dallo stesso circolo nelle modalità con le quali è stato approvato, anche se poi l’obiettivo, secondo FdI Roseto, è quello giusto.
«L’emendamento che alle 2,30 del 29 dicembre scorso ha rivisto i confini della riserva del Borsacchio, è la risposta sbagliata a una giusta domanda», continua la nota di FdI, «la mancata disciplina urbanistica delle aree comprese nella riserva e la mancata attuazione delle varie attività ha bloccato, esasperato e scoraggiato quelli che vivono e lavorano nei territori della riserva. Per 18 anni, dal 2005 a oggi, a differenza di quanto accaduto altrove, le alterne vicende e l’attività a singhiozzo portata avanti dal Comune di Roseto ha trasformato un’opportunità in una condanna. C’è un Pan adottato in consiglio comunale nel 2021 che ancora non può essere approvato perché non è stato completato l’iter di esame delle osservazioni». FdI critica l’amministrazione Nugnes e chi «sta facendo campagna elettorale» sul tema riserva. «Non risultano progetti, iniziative, finanziamenti, o manifestazione di interesse per la riserva, al di fuori dalle recenti polemiche», prosegue il partito, «sarebbe invece ora che l’amministrazione parli per fatti amministrativi concreti e non per proclami. E poi il rischio cementificazione non c’è, anche perché quei terreni sono agricoli, e dunque dipende dalle scelte dell’amministrazione se far rimanere la situazione così o meno. Critichiamo infine il solito ambientalismo ‘cocomero’, verde fuori e rosso dentro, con in testa il candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Amico, che sta tentando di far passare il messaggio distorto che il centrodestra non abbia nel proprio Dna la cura dell’ambiente».
Il consigliere regionale di FdI Marco Cipolletti giudica la vicenda del Borsacchio un ottima occasione per il confronto. «Il territorio ha in coloro che vivono in esso il principale custode», afferma, «e ogni azione ideologica che tende ad identificare il coltivatore, l’allevatore, il boscaiolo come nemici dell’ambiente tende a un ideologismo nefasto e pericoloso». Giovedì sera intanto, in sala Buozzi a Giulianova, si è svolto un dibattito pubblico sul taglio della riserva organizzato all’associazione e Demos, con diversi interventi, tra i quali quelli dell’architetto paesaggista Maria Antonietta Adorante e di Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all’università di Teramo, Il confronto, data la mole degli interventi, continuerà venerdì prossimo alle 17,30 nel palazzo del Mare di Roseto. Intanto, alla raccolta firme organizzata dalle associazioni ambientaliste, prevista per oggi e domani in piazza della libertà a Roseto, aderisce anche Italia Viva.
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