FdI: D’Alberto non è il nuovo
La replica: con Morra avremo l’ex giunta Brucchi con a capo Gatti
TERAMO. Non si placa lo scontro tra i due schieramenti al ballottaggio su chi è più nuovo rispetto all’altro. Da Fratelli d’Italia. che sostiene Giandonato Morra per il centrodestra, partono bordate rivolte a Gianguido D’Alberto. «È stato capogruppo del Pd nella scorsa consiliatura e oggi è il candidato di riferimento dello stesso partito, il candidato di Luciano D'Alfonso, deus ex machina abruzzese di un centrosinistra che ha miseramente fallito», afferma la coordinatrice provinciale di Fdi Marilena Rossi. «D'Alberto è anche il candidato della lista di Christian Francia, di quelli del "mai col Pd" che, a differenza di quanto hanno professato per mesi o anni», insiste, «oggi ne sono gli alleati più fedeli». Il candidato di centrosinistra, a detta di Rossi, non può parlare di rinnovamento in quanto «testa di legno» di D’Alfonso e di «Verna, Melarangelo, Di Bonaventura e Lancione: reliquie risalenti all'amministrazione Sperandio». Immediata la replica di Andrea Catena in rappresentanza di “Insieme possiamo” che sostiene D’Alberto. «Tra i possibili eletti del centrodestra compaiono consiglieri e assessori della giunta Brucchi che, dopo quattro anni di nulla amministrativo e di discussioni unicamente legate alle poltrone, sono arrivati ad autosfiduciarsi», osserva, «dal notaio a bocciare l’operato della passata amministrazione erano infatti presenti gli stessi consiglieri di Futuro In, oggi azionista di maggioranza di una coalizione che al proprio interno ha vittime e carnefici». Secondo lui «fa compassione il maldestro tentativo di spostare l’attenzione su un piano regionale o nazionale, a maggior ragione se poi tra gli sponsor della coalizione di centrodestra c’è Gaetano Quagliariello, già saggio e ministro del passato governo». Il progetto di D’Alberto, «a differenza del loro, che devono rispondere ai soliti capi come Paolo Gatti, è e resta un progetto libero, civico e democratico». (g.d.m.)
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