Federalberghi: calo di presenze dove c’è la tassa di soggiorno

Per il responsabile dell’associazione all’introduzione dell’imposta non sono corrisposti più servizi Di Carlo: «A Giulianova viene utilizzata per altri capitoli di bilancio, nulla è stato fatto per il turismo»
GIULIANOVA. Con l’estate che si avvia a conclusione torna a tenere banco la questione dell’imposta di soggiorno. A parlarne è Marco Di Carlo, imprenditore turistico, presidente della Consulta del Turismo di Giulianova e responsabile di Federalberghi, che sottolinea come all’introduzione del balzello non sia corrisposto un aumento dei servizi.
«A mio avviso l’imposta non rappresenta un problema, purché ci sia una garanzia di destinazione per quanto concerne gli introiti ad essa collegata», dichiara Di Carlo, «nella mia struttura molti clienti, quando hanno verificato quella voce in fattura, mi hanno chiesto cosa fosse cambiato rispetto allo scorso anno, quali maggiori opportunità ci siano state per chi aveva scelto Giulianova come meta. Purtroppo, a malincuore, ho dovuto rispondere che addirittura le opportunità per i turisti erano praticamente diminuite nonostante il maggior esborso».
Per l’imprenditore «l’imposta di soggiorno voluta da questa amministrazione è servita unicamente per rimpinguare altri capitoli di bilancio o per tappare buchi, nulla per la promozione turistica o per l’offerta di nuovi servizi. Del resto il budget stanziato per le manifestazioni estive è stato così esiguo che il dato si commenta da solo. E allora, quale turismo vogliamo proporre, in cosa dobbiamo sperare?». Nella sua riflessione sul balzello, Di Carlo sottolinea come «chi viene a Giulianova per passare le vacanze sarebbe ben lieto di versare l’obolo dell’imposta, ma chiede ovviamente una normale contropartita che non c’è stata».
Sulla questione il presidente della Consulta, in vista delle prossime amministrative, rispetto alle quali ribadisce che tratterà con tutti restando comunque lontano dalla politica, ha le idee chiare: «Il turismo non ha colorazione politica, parleremo con tutti, ascolteremo i programmi e forniremo suggerimenti per il miglior andamento del comparto. Oggi purtroppo abbiamo una Ferrari con cui dobbiamo viaggiare alla velocità di una utilitaria, nonostante a Giulianova le previsioni di introito dall’imposta di soggiorno verranno rispettate». Di Carlo non nasconde la propria delusione: «Se non si semina, non si può raccogliere».
Nel suo intervento l’imprenditore parla poi anche dei dati, ancora approssimativi, dell’estate 2018: «La stagione non è conclusa, ma da alcuni indicatori in nostro possesso si avvertono delle flessioni, soprattutto nei comuni dove è stata introdotta l’imposta di soggiorno (Giulianova, Roseto e Silvi). I numeri non sono confortanti. I problemi poi li avremo soprattutto a settembre quando molti gruppi, abituati a soggiornare nella nostra città in bassa stagione, prenderanno altre destinazioni». E questo, per Di Carlo, anche per l’imposta di soggiorno, «che nell’economia di un famiglia monoreddito o con due pensioni basse incide notevolmente. Purtroppo l’amministrazione comunale ha voluto optare per questa scelta e a pagarne le conseguenze saranno principalmente i lavoratori stagionali che, a causa delle molte assenze di turisti, dovranno rinunciare a qualche settimana in più di impiego». In altre parole, per il responsabile di Federalberghi, «l’imposta di soggiorno non solo non ha prodotto benefici, ma piuttosto ha creato problemi sociali e di occupazione. Speriamo che chi amministrerà dal 2019 in poi valuti bene il da farsi per imprimere una svolta decisiva alla nostra città».
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