«Felici per Daniele, ora un po’ di serenità»

1 Febbraio 2023

Il sindaco di Spoltore: «Diamo il bentornato al nostro concittadino, ha pagato per una ragazzata»

SPOLTORE. «Sono felice». Era la notizia che in paese si aspettava, ormai da mesi. E ora è arrivato il momento di tirare un sospiro di sollievo. Il sindaco di Spoltore Chiara Trulli gioisce per il rientro in Italia dei quattro writers, due abruzzesi e due marchigiani, che il 2 ottobre sono stati arrestati in India con l’accusa di aver imbrattato due carrozze della nuova metropolitana della capitale del Gujarat, Ahmedabad, realizzando dei graffiti con la scritta “Tas”. Tra loro c’è Daniele Starinieri, 21 anni, di Spoltore, che ora il primo cittadino vuole conoscere, adesso che la vicenda sembra avviarsi a soluzione, quanto meno per il fatto che non sono più trattenuti in India.
«Abbiamo atteso a lungo che la situazione di questi ragazzi, e del nostro concittadino in particolare, si chiarisse», ha detto ieri Trulli esprimendo il suo compiacimento per l’annunciato ritorno di Daniele, Gianluca, Baldo e Paolo, che devono rispondere di danneggiamento e violazione di domicilio.
«Sono felice», ha commentato Trulli dopo aver sentito il padre di Daniele, «della notizia del loro ritorno in patria. Ritengo che abbiano pagato a caro prezzo e stiano ancora pagando quella che noi consideriamo una semplice ragazzata. In questi mesi ho avuto numerosi contatti con il papà di Daniele, e sono sicura che poterlo nuovamente riabbracciare riporterà serenità a tutta la sua famiglia, anche se la vicenda giudiziaria in India non è ancora conclusa».
Il sindaco, a nome di tutti i cittadini di Spoltore, fa arrivare un messaggio al 21enne. «Diamo il bentornato al nostro concittadino e mi farebbe piacere conoscerlo, incontrarlo», dopo questa esperienza. In questo periodo, mentre in India si decideva sulla sorte dei quattro, «ho conosciuto il papà e ho cercato sempre di informarmi» sull’evoluzione dei fatti, dall’arresto al processo fino all’autorizzazione a lasciare l’India e a tornare in Italia. Un lungo «periodo di attesa» che ora si conclude, quanto meno per le famiglie che aspettano di riabbracciare i quattro.
(f.bu.)