“Ferro di cavallo”, c’è la prima demolizione

21 Dicembre 2022

La giunta dà il via libera all’abbattimento di palazzo Crescenzi. Nuove regole per spostare volumetrie

ALBA ADRIATICA. Con la modifica delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore, l’amministrazione comunale di Alba Adriatica conta di dare impulso alla riqualificazione delle aree degradate. Il pensiero corre, ad esempio, al complesso “ferro di cavallo” tra via Principe Umberto e via Regina Margherita Nell’ultima seduta consiliare, infatti, è stato approvato il progetto edilizio che prevede la demolizione di palazzo Crescenzi, con spostamento della volumetria e cessione all’ente di aree e spazi attrezzati. Al posto del manufatto nascerà una zona che sarà adibita a parcheggio taxi con verde, allo studio dell’ufficio tecnico. Si sta lavorando anche al recupero del cinema Aurora e anche questo percorso è stato avviato dall’amministrazione con il proprietario molto tempo fa e molto probabilmente andrà in porto. Le nuove norme tecniche di attuazione prevedono, al contrario di prima, che ad Alba Adriatica la volumetria resti nei limiti di 250 metri di raggio dall’immobile oggetto di intervento, mentre le aree di rigenerazione potranno essere autorizzate a patto che altri spazi siano destinate a pubblica utilità.
«Lo scopo è di contrastare lo spostamento indiscriminata delle volumetrie edilizie che si stava attuando sul territorio senza alcun ritorno per la pubblica utilità», precisa l’assessore Nicolino Colonnelli, «vogliamo garantire uno sviluppo armonico del tessuto urbano a consumo zero di suolo. È dunque possibile usufruire dello spostamento volumetrico in materia edilizia solo a condizione che all’interesse privato corrisponda un’adeguata tutela dell’interesse pubblica». L’amministrazione Casciotti aveva già affrontato sin dal 2019 il problema del recupero di zone degradate, convocando i proprietari di edifici della zona, le Ferrovie dello Stato, le Poste, due banche, Enel-X e una ditta di costruzioni in grado di realizzare gli interventi necessari e acquisire il credito d’imposta accedendo al Superbonus 110%. Dopo una serie di incontri, diversi proprietari di immobili avevano ritenuto il progetto di riqualificazione percorribile e realizzabile. A quel punto l’iniziativa era in mano dei privati che avrebbero dovuto procedere con una serie di accordi per far partire il progetto di riqualificazione.
Alex De Palo