Festival dell’Appennino, 20mila presenze

TERAMO. Dopo tre mesi di appuntamenti si chiude il Festival dell’Appennino promosso dal commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli e dai consorzi Bim dei territori...
TERAMO. Dopo tre mesi di appuntamenti si chiude il Festival dell’Appennino promosso dal commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli e dai consorzi Bim dei territori coinvolti. Più di 8mila camminatori hanno scoperto l’Appennino centrale e i suoi borghi con le loro eccellenze artistiche, culturali ed enogastronomiche, attraversando Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. Un’avventura iniziata il 2 giugno ad Abetito di Montegallo con il concerto di Raphael Gualazzi e che si è chiusa l’8 settembre a Fleno di Acquasanta Terme con la musica di Chiara Galiazzo. In 24 appuntamenti sono stati percorso a piedi 200 chilometri, arrivando ai balconi naturali dei parchi Gran Sasso-Laga e dei Monti Sibillini, attraversando tratti del comprensorio dei Monti Gemelli. La 15ª edizione dell’iniziativa ha coinvolto 23 comuni con più di 20mila partecipanti ai diversi eventi tra cultura e ambiente.
Tra gli ospiti del festival Marina Rei, Ghemon, Filippo Graziani, Elisa Di Eusanio, l’Orchestra Popolare del Saltarello, Naomi Berrill Trio, Piceno Pop Chorus, Giovanni Vitelli Avalon Enchant Ensemble, i Pupazzi, Burro e Salvia, Amico Fragile Band, Liberatori e Musici, Riccardo Tesi Elastic Trio, Piceno Brass, Mabò Band, Alexandra Filotei, Davide Riondino e Paola Giorgi con Cesare Catà, nonché Massimiliano Ossini e Vanessa Dezi. «Non posso che cominciare dai ringraziamenti nei confronti di tutti coloro i quali hanno reso possibile il successo di questa edizione rinnovata e ‘allargata’ del Festival dell’Appennino, a partire dai quattro Bim con cui ho avuto il piacere di collaborare», afferma Castelli, «sono tante le istituzioni, gli artisti, le comunità e i semplici cittadini che hanno dato vita alla manifestazione, animandola in ogni sua tappa. Soprattutto, mi fa piacere che si sia creata una bella opportunità per unire nel corso di tutta l’estate, nel segno della natura e della cultura, realtà diverse ma che fanno tutte parte della grande comunità dell’Appennino centrale. La condivisione, il percorso da compiere tutti insieme, è la chiave per la rinascita dei nostri territori e il Festival dell’Appennino si è dimostrato un’interessante strumento di promozione territoriale».

