Fiab: spazio alle bici per frenare gli effetti della crisi energetica

TERAMO . «La crisi energetica, un’occasione per promuovere la mobilità sostenibile». È arrivata anche in Comune la lettera firmata da Alessandro Tursi, presidente nazionale della Fiab, Feferazione...
TERAMO . «La crisi energetica, un’occasione per promuovere la mobilità sostenibile». È arrivata anche in Comune la lettera firmata da Alessandro Tursi, presidente nazionale della Fiab, Feferazione italiana ambiente e bicicletta, inviata a tutti i sindaci del Paese.
«Con il protrarsi della assurda guerra in Ucraina, di fronte a una probabilissima crisi energetica nell’immediato futuro», sottolinea la missiva, «lanciamo un appello su come affrontarla con azioni immediate e a costi limitati». La Fiab ricorda lo choc petrolifero del 1973, quando l’Olanda, per contrastare il caro carburanti, «colse quella crisi come occasione per cambiare radicalmente il modello di mobilità quotidiana, puntando strutturalmente sulla bicicletta». Quella soluzione è diventata un esempio, «ma in Italia, si è ancora timidi nel cambiare radicalmente il sistema degli spostamenti urbani, mantenendo la dipendenza dall’auto privata, con conseguente necessità di sempre maggiori aree da destinare a parcheggio e consumi, ora sempre più insostenibili, non solo ambientalmente».
Per questo Tursi si rivolge ai sindaci, chiedendo «di attivare, da subito, tutte le azioni che le attuali norme consentono, in modo da permettere ai cittadini di poter scegliere un modello di mobilità alternativa all’automobile, che già in tantissimi desiderano e che vorrebbero abbracciare, se solo le città diventassero più sicure e adatte alle persone».
Il presidente Fiab ricorda che «a seguito della pandemia lo Stato ha normato nuove tipologie di percorsi di rapida esecuzione e a bassissimo costo, già da tempo diffusi nel resto d’Europa, che possono essere adottati, da subito, in modo diffuso e sistematico» tra cui corsie e strade urbane ciclabili. L’appello è, quindi, «di attivarsi immediatamente, per non farsi trovare impreparati».

