Fiab: sì a zone pedonali davanti alle scuole

La federazione della bicicletta sostiene l’idea di chiudere al traffico le strade a inizio e fine lezioni
TERAMO . «Non possiamo che accogliere favorevolmente questa iniziativa, ma le strade scolastiche non hanno bisogno di sperimentazione: tante sono le situazioni, non solo all’estero ma in tutta Italia, dove sono state attuate da anni». Così la Fiab commenta l’avvio di una sperimentazione in città delle cosiddette “strade scolastiche”. L’idea dell'assessore alla mobilità Maurizio Verna piace alla Federazione italiana ambiente e bicicletta che già da tempo ne sollecita l’istituzione, invocando misure più incisive per alleggerire il traffico cittadino, migliorare la vivibilità e la sicurezza. Le “strade scolastiche” sulle quali il Comune sta ragionando riguardano al momento una sola scuola. L’iniziativa prevede la chiusura al traffico negli orari di ingresso e uscita dall’istituto degli studenti.
La Fiab Teramo, tramite il presidente Gianni Di Francesco, da anni chiede maggiore attenzione sul tema della sicurezza stradale e più investimenti (economici e culturali) sulla mobilità sostenibile. Dunque sostiene l’iniziativa pur sottolineando che è applicabile senza sperimentazione essendo collaudata in molte città dove «dopo prime, piccole proteste da parte di pochi, tutti, vedendo gli oggettivi vantaggi, le hanno accolte con entusiasmo». La Fiab riconosce i passi in avanti fatti a Teramo sulla mobilità sostenibile ma «non basta: va chiuso il centro storico dentro le mura e vanno riportate le scuole lì. Soluzioni che garantirebbero più sicurezza. Occorre disincentivare l’uso dell’auto. I più a Teramo la usano per meno di due chilometri: se facessero a piedi o in bici gli stessi tragitti, oltre a risparmiare il tempo a girovagare per il parcheggio, risparmierebbero anche i soldi del parcheggio».
Le politiche attuate nelle ultime quattro consiliature sul tema sono giudicate insufficienti dalla Fiab che rilancia soluzioni spesso oggetto di dibattito ma mai concretizzate. A partire dai parcheggi San Francesco e San Gabriele che «dovrebbero essere usati come parcheggi di scambio, come pure quello della stazione, quindi gratuiti per chi ha un abbonamento ai servizi di trasporto pubblico o comunque dal prezzo molto più basso dell'attuale». (v.m.)

